mercoledì 20 marzo 2013

LO SPETTACOLO DELLA COMETA C/2011 L4 PANSTARSS NEI CIELI DELLE CANARIE



Grande traffico di corpi celesti, quest'anno, nei cieli delle Canarie. Già da qualche notte ha fatto la sua comparsa la cometa C/2011 L4 Panstarss e per il mese di novembre è attesa la C/2012 S1 ISON, per la gioia di tutti gli astrofili canari e non solo.
Ancora per un breve periodo in queste notti tutti possiamo ammirare la cometa scoperta nel 2011 dagli astronomi dell'Università delle Hawaii e che da allora si è avvicinata gradualmente al Sole.
«La C/2011 L4 Panstarss sta arrivando al suo perielio, per cui secondo le previsioni la sua brillantezza dovrebbe aumentare ancora, così che la cometa potrà essere vista sempre meglio a occhio nudo nelle serate di Marzo, dopo il tramonto, osservando il cielo a ovest e a moderata altezza sopra l'orizzonte» spiega José Ramón Enríquez, presidente della Agrupación astronómica de Canarias.
Fino a poche notti fa, si poteva osservare soprattutto mediante potenti cannocchiali e telescopi, ma ora risulta sempre più evidente anche alla semplice vista, con la sua coda di polvere luminosa.
«E dalla posizione antistante la costellazione dei Pesci si sta spostando davanti a quelle di Pegaso e Andromeda» aggiunge Henríquez.
Gli astrofili locali stanno seguendo con grande attenzione la traiettoria della cometa perché potrebbe riservare delle sorprese. Non si sa infatti come la C/2011 L4 Panstarss reagirà a contatto con il vento solare e la forza di gravità del Sole: insomma, potrebbe anche disintegrarsi.
Per informazioni dettagliate, immagini e video sulla cometa si può cliccare sul sito www.astroeduca.com

venerdì 8 marzo 2013

VUOI SAPERE SE IN ZONA HAI UN AMICO O PUOI VISITARE UNA MOSTRA? ECCO BEMAPP, NUOVA APPLICAZIONE PER TELEFONI MOBILI CREATA DA DUE GIOVANI CANARI

Rayco Batista e Noel Alonso, i due giovani ingegneri
che hanno creato Bemapp, con la collega Estefanía Hernández.
Vuoi sapere se nelle tue vicinanze c'è un familiare o un amico per invitarlo a prendere un caffé con te e scambiare quattro chiacchiere? Hai del tempo libero e vuoi visitare una mostra nel quartiere dove ti trovi? Adesso è possibile utilizzando un'applicazione mobile, denominata Bemapp, che è già disponibile per Android in Google Play e lo sarà tra breve anche per iPhone (www.bemapp.com – www.facebook.come/bemapp – www. twitter.com/bemapp, video nel link sopra). L'hanno creata due ex allievi de la Escuola Técnica Superior de Ingenieria Informática de la Universidad de La Laguna (Santa Cruz de Tenerife). Utilizzandola, spiega l'Università, è possibile conoscere in modo automatico la propria localizzazione e ricercare persone che si vuole incontrare. Inoltre l'applicazione offre la possibilità di condividere interessi e hobby, oltre che di conoscere nuovi amici e di essere informati su offerte ed eventi che si tengono nei dintorni. Bemapp, ovviamente, protegge la privacy dei suoi utenti, che possono decidere quando utilizzarla e per chi risultare visibili. I due giovani ingegneri che l'hanno creata sono Rayco Batista e Noel Alonso, hanno cominciato a lavorare a questo progetto prima di terminare il loro corso di studi nello scorso 2012, quando si sono resi conto che mancava uno strumento che consentisse di venire a conoscenza in tempo reale di ciò che avviene o di chi si trova nelle vicinanze, e inoltre che molte volte si perdono le opportunità di salutare un amico o di partecipare a un evento non conosciuto fino a quel momento. Bemapp, che fa parte di un programma di sviluppo di progetti sotto il patronato de la Cámara de Comercio de Santa Cruz de Tenerife e Altavista Ventures, consente tutto questo, contribuendo così a incrementare socialità e cultura degli utenti.

venerdì 1 marzo 2013

JUANA, L'ULTIMA "SALINERA”: RACCOGLIE SALE IN UN IMPIANTO DEL SUD-EST DI GRAN CANARIA

Sopra e sotto, due immagini di Juana Sánchez Cabrera (60 anni)
al lavoro. In basso, una scolaresca in visita alla
salina ascolta le spiegazioni del marito Chano Cruz Viera.
È ormai l'unica, l'ultima “salinera” delle Canarie. Si chiama Juana Sánchez Cabrera, ha 60 anni, e da undici si occupa delle saline di Boca Cangrejo, sull'isola di Gran Canaria, che nella sua parte sud-est ospita diversi impianti di questo tipo. Un'occupazione insolita e molto impegnativa per una donna, soprattutto della sua età, ma che, tiene a precisare Juana, la soddisfa e le regala equilibrio psicologico e salute.
«Per me questo lavoro è come una terapia, perché quando sono nelle saline mi sento molto rilassata e non avverto più i miei soliti dolori alle ginocchia» afferma. «E il giorno in cui non vengo qui sento che mi manca qualche cosa».
Juana ha accettato questo lavoro incoraggiata dal marito, Chano Cruz Viera, che in famiglia può vantare antenati “salineros” doc: suo padre Pedro, suo zio Chano e il nonno Celestino Cruz, infatti, hanno lavorato per molti anni nelle non lontane saline del Matorral de Castillo. Una tradizione familiare, quindi, che attraverso di lui ha finito col “contagiare” anche la moglie Juana.
La simpatica “salinera” dedica le mattine dell'estate, da giugno a settembre, a raccogliere sale da una quindicina di bacini d'acqua marina. E in qualche occasione alterna il lavoro alle spiegazioni che offre alle scolaresche durante le visite guidate alla salina. Ad ascoltarla arrivano ragazzi anche da Tenerife e Lanzarote.
«Quello di Boca Cangrejo è un sale molto sano, molto pulito» spiega suo marito «perché questa zona di mare è lontana da ogni fonte di possibile inquinamento e le maree rinnovano continuamente le acque».
Tuttavia solo circa dieci per cento di questo sale è destinato al consumo alimentare, mentre la maggior parte dei 90 mila chili che si ottengono ogni anno viene utilizzata nelle piscine dei grandi hotel di Gran Canaria o nella lavorazione di tappeti.
«Un tempo, invece, il sale delle nostre saline si usava per conservare carne e pesce, dal momento che non esistevano frigoriferi» spiega.
Ma anche quando sua moglie Juana deciderà che sarà venuto il momento di godersi la meritata pensione, le saline di Boca Cangrejo non cesseranno di funzionare. Sono già previste opere di ristrutturazione dei bacini e altri lavori, necessari in quanto non si è più messa mano all'impianto dal lontano 1920. E poi ci sono altri progetti che si stanno già realizzando, soprattutto la formazione di un gruppo di ragazze di Santa Lucía che si sono appassionate al lavoro svolto da Juana e che, terminato il “corso”, potrebbero decidere di costituire una cooperativa. Un'ottima idea in tempo di crisi economica e occupazionale, che potrebbe servire da esempio anche per altre iniziative similari qui a Gran Canaria e in altre parti d'Europa. Ma bisogna vedere se avranno la voglia e la forza per realizzarla. In fondo, fare la “salinera” forse presuppone anche una vocazione.
«Quello di “salinero” sempre stato considerato un lavoro da uomini» spiega Juan Lozano, il gestore della salina di Boca Cangrejo «ma si è visto che le donne sono più attente e meticolose nel compierlo. Il sale che raccoglie Juana, per esempio, è migliore di quello che ottenevano i suoi colleghi maschi prima di lei».
Nell'ascoltare le sue parole Juana, donna attiva ma molto schiva e riservata, abbassa il capo sotto il  curioso cappello in paglia da “salinera” e rimane in silenzio. Non ama apparire e soprattutto, a parte le parole spese durante i suoi contatti con i giovani scolari che vengono a conoscerla e a scoprire la sua attività, preferisce di gran lunga lavorare che parlare.

mercoledì 27 febbraio 2013

L'INCREDIBILE SPETTACOLO DEL CIELO NOTTURNO DI FUERTEVENTURA, CHE PRESTO DIVENTERÀ “RISERVA STARLIGHT”

Fuerteventura aspira a diventare una “Riserva Starlight” e a fare dei propri cieli notturni un'alternativa turistica in più. Ed è così che hanno preso il via le iniziative per sensibilizzare abitanti e turisti su questo progetto ed è stata creata la prima impresa che si occupa di organizzare escursioni alla ricerca di stelle e costellazioni.
Anche se in realtà Fuerteventura manca di cime montagnose dalle quali contemplare il cielo, al contrario di La Palma o Tenerife, isole sulle quali sono installati importanti osservatori astronomici, qui esistono comunque aree della parte centrale, della località Los Cuchillos de Vigán e, soprattutto, della costa di Barlovento, particolarmente adatte a tale scopo in quanto al riparo degli effetti dell'inquinamento luminoso. Questa particolarità ha portato il Cabildo (Consiglio) di Fuerteventura a dare inizio alle procedure finalizzate a ottenere dall'UNESCO la designazione dell'isola come “Riserva Starlight”, riconoscimento che viene attribuito alle aree della Terra impegnate nella difesa della qualità dei propri cieli notturni e all'accesso all'osservazione dei corpi stellari. E a mettere in campo i primi investimenti soprattutto per correggere gli eccessi compiuti in passato.
Il titolo “Starlight” darebbe un valore aggiunto al cielo di Fuerteventura, in epoca preistorica legato al mondo magico–religioso dei Mahos, antichi abitanti dell'isola, come dimostra l'orientamento dei petroglifi podomorfi di Tindaya (incisioni su pietra a forma di piede umano, vedi foto in www.fuerteventura-canarie.com/tindaya-fuerteventura/php) e scenario, nel corso dei secoli, di leggende e pratiche divinatorie.
Già da ora, oltre che sull'offerta di spiagge e sole, di escursioni per l'avvistamento dei cetacei, di pratica di sentierismo o sport nautici, il turista che si reca a Fuertventura può contare anche su questa nuova attrattiva. Karen Moore, una londinese approdata a Fuertevenura dal Madagascar dove lavorava per un'agenzia turistica, ha avuto l'idea di creare un'organizzazione per l'osservazione delle stelle quando una notte, mentre era accampata nella zona di Esquinzo, assistette all'indescrivibile spettacolo delle stelle nell'immenso cielo notturno di Fuerteventura. Da qui la decisione di condividere con altre persone l'emozione di questa vista e di dare vita a una nuova attività. Con il trascorrere del tempo la sua testa si è riempita talmente di idee al riguardo da consentirle di creare Star by Night, la prima impresa con base a Fuerteventura, nata per organizzare escursioni notturne durante le quali i partecipanti possono conoscere e fotografare la ricchezza astronomica dell'isola.
Nella sua avventura Karen è affiancata, in qualità di guida, da Enrique de Ferra, ingegnere di telecomunicazioni e astronomo che non si stanca mai di illustrare ai clienti le meraviglie notturne dell'isola.
«Qui ci sono luoghi ideali per gli appassionati di astrofotografia, con la possibilità di ammirare la Via Lattea, le costellazioni e le stelle cadenti molto comodamente. Inoltre Fuerteventura è un autentico paradiso per gli appassionati di fotografia grazie alla varietà di paesaggi bellissimi e ricchi di eredità culturali» dice de Ferra.
Ogni escursione comincia con una cena in un ristorante di Villaverde dove i partecipanti possono degustare piatti preparati con specialità locali per, poi, proseguire alla volta di Vallebrón, Pozo Negro, Betancuria o Tefía, dove il Cabildo ha installato un piccolo osservatorio astronomico.
Da alcune settimane, i clienti di alcuni alberghi hanno cominciato a richiedere di partecipare alle escursioni di Karen. Ma altre iniziative sono già allo studio: ora infatti la londinese vuole organizzare escursioni per le scolaresche e perfino un congresso di astronomia da tenersi proprio qui, a Fuerteventura.
Nel frattempo, ogni martedì e giovedì Karen e Enrique percorrono l'isola sfuggendo le nubi e la contaminazione luminosa e cercando zone di osservazione speciali da cui poter offrire ai clienti la vista migliore della Via Lattea vista nel cielo della magica Fuerteventura.

venerdì 22 febbraio 2013

INSEDIAMENTI ABORIGENI NEL PARQUE NATURAL DI JANDÌA (FUERTEVENTURA), UNA DELLE ZONE PIÙ SUGGESTIVE DELL'ISOLA

Posta nell'area compresa tra il massiccio di Jandía e il mare di sottovento, la località di Butihundo, a Fuerteventura, tra il 220 e l'880 d. C. circa accolse stabilmente una popolazione dedita in prevalenza ad allevamento e pesca, come risulta dai reperti raccolti nel sito archeologico allestito nella zona. Da secoli gli abitanti di Fuerteventura conoscevano l'esistenza de “las piedras hincadas” (le pietre conficcate), che si pensava fossero sparse sul terreno senza un ordine apparente da mani ignote, ma studi recenti di un'équipe multidisciplinare della Universidad de La Laguna (Santa Cruz de Tenerife) e del Museo Arqueológico de Tenerife ha realizzato scavi e lavori di prospezione e ha dato così loro una forma e un senso. Ossa, ceramiche, utensili, conchiglie (e molto altro altro materiale interessante) appartenenti a questa popolazione sono ora esposti in permanenza nel mulino di Antigua. Gli studi confermano in modo definitivo ciò che si leggeva in una cronaca risalente all'epoca della conquista normanna dell'isola (1403-1404), la quale riferiva del reperimento di resti di molti insediamenti aborigeni attorno alle sorgenti della zona e all'uscita di un barranco (vallata) di quello che ora è chiamato il Parque natural de Jandía, una delle zone più misteriose e suggestive dell'isola.

venerdì 8 febbraio 2013

VERRÀ COSTRUITA AD ARUCAS (GRAN CANARIA) LA PISCINA PER IMMERSIONI SUBACQUEE PIÙ PROFONDA DEL MONDO

La simulazione al computer del grande Centro di attività subacquee
che si progetta di costruire sulla costa di Arucas (nord di Gran Canaria). 
Acquaviva 67, un gruppo imprenditoriale turistico di Gran Canaria, con il sostegno di investitori europei e americani, sta progettando la costruzione sulla costa di Arucas, nella zona nord dell'isola, di un grande Centro di attività subacquee dotato della piscina d'acqua salata per la pratica delle immersioni più profonda del mondo. Sarà possibile infatti raggiungere i 55 metri di profondità, molti più dei 33 metri della piscina Nemo di Bruxelles, in Belgio.
Per dare un'idea dell'importante impatto che questa realizzazione potrà avere sul turismo sportivo nazionale e internazionale del settore, e non solo, sottolineano che solo la Spagna può contare su 300 mila appassionati di immersioni subacquee.
L'attrazione principale sarà rappresentata naturalmente dalla grande vasca per professionisti, ma all'interno del complesso i visitatori potranno usufruire di altre tre piscine. La seconda sarà profonda 15 metri e destinata soprattutto agli amatori e ai corsi d'immersione. La terza, di tre metri, sarà dedicata ai bambini e coloro che effettueranno le prime immersioni. Accanto a questa, una quarta piscina sarà accessibile a tutti i visitatori. Il complesso sarà distribuito su tre piani con una perfetta integrazione nel paesaggio, inoltre potrà contare su fonti di energia alternativa e un parcheggio per 62 automobili.
Al piano basso, disporrà di salone per riunioni, negozi specializzati, sala per organizzare esposizioni e mostre audiovisive, sale dedicate ai club subacquei, una grande area panoramica e una dedicata esclusivamente agli intrattenimenti per i bambini.
Il progetto, che dovrebbe raggiungere un costo complessivo di circa 6 milioni di euro, potrà contare anche su centro medico specializzato, camera iperbarica, ristorante panoramico, spa con idromassaggio e quattro zone bagno con diverse profondità.
Attualmente, l'arcipelago dispone complessivamente di 176 centri di immersione con offerta di corsi di formazione. Quello di Arucas, il 177mo, sarà certamente il più prestigioso.

sabato 2 febbraio 2013

UN NEGOZIO DI FIORI ON LINE: ECCO COME L'HA CREATO ELENA, UNA RAGAZZA DI GRAN CANARIA

In tempi di crisi come questi, in cui il lavoro manca, chi non sogna di trovare l'idea giusta per dare l'avvio a un'attività in proprio che dia qualche possibilità di guadagno e consenta di sfuggire alle difficoltà economiche? Ecco l'esperienza di Elena Aguiar, una ragazza grancanaria che, dopo aver lavorato in alcuni negozi dove si vendevano fiori e maturato una discreta esperienza, ha deciso di “buttarsi” e di intraprendere un'attività in proprio nel settore. Sfidando il parere dei suoi familiari che puntualmente le davano della “pazza”, tempo fa ha aperto un negozio on line (www.tictacflowers.com) per la vendita di fiori e consegna a domicilio sull'isola di Gran Canaria. Attraverso il suo sito internet, i potenziali compratori possono scegliere fiori, piante e accessori in tempo reale e ordinare la consegna pagando con carta di credito o paypal. E inoltre, anche se Elena non dispone fisicamente di un negozio vero e proprio, è a disposizione dei suoi clienti mediante una chat per far fronte a tutte le loro esigenze. Chi desidera comperare da lei, infatti, può contare su un servizio completo di consulenza prima, durante e dopo l'acquisto. Per esempio, riceve una foto del mazzo di fiori preparato e può chiedere eventuali modifiche. Inoltre può disporre di informazioni in tempo reale sulla spedizione e sull'avvenuta consegna. Insomma, a differenza di altri siti di vendite floreali anche molto noti, nel negozio on line di Elena il cliente può prendere decisioni su ogni fase della commessa, dalla composizione dell'omaggio floreale fino al momento della consegna, e per questo dispone di un filo diretto con la titolare.
Elena cita il caso di una signora di Navarra che recentemente l'ha contatta perché voleva mandare dei fiori a un'amica diventata mamma da poco in una clinica di Gran Canaria: Elena ha consentito alla cliente di scegliere a distanza una bellissima orchidea e un pelouche e in poche ore li ha recapitati alla neo-mamma nella clinica in cui era ricoverata.
Per creare la sua nuova attività, l'intraprendente Elena ha investito 6 mila euro e spera di recuperare il tutto entro quest'anno. Certo, si rende conto di doversi dedicare al lavoro in modo totale, soprattutto in un momento di crisi economica come questo.
«Il mio motto è lavorare, lavorare, lavorare» dice comunque entusiasta e motivata, mentre si prepara ad affrontare un impegno importante cui dovrà far fronte tra pochissimo, e cioè la festività di San Valentino. Del resto, si augura proprio che le richieste dei suoi clienti la mettano a dura prova, perché vorrà dire che saranno davvero tante.