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venerdì 5 dicembre 2014

FUERTEVENTURA? VUOLE DIVENTARE UNA NUOVA META TURISTICA LGTB EUROPEA

Qui sopra e in basso, da sinistra, la modella
Patricia Rodriguez, e la fidanzata,
la cantante Vanesa Klein. Sono le madrine del
quarto Festival Rainbow Fuerteventura
che si tiene in questi giorni a Corralejo. 
La modella tinerfeña Patricia Rodriguez e la sua compagna, la dj e cantante Vanesa Klein, sono le madrine della quarta edizione del Festival Rainbow Fuerteventura, che ha preso il via ieri e prosegue fino all'8 dicembre prossimo nella località Corralejo. In un comunicato, l'Ayuntamiento de La Oliva ricorda che questo Festival ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere Corralejo e Fuerteventura nell'universo mondiale della comunità LGBT, con l'intento per ora un po' velleitario di strappare a Gran Canaria lo scettro di “capitale gay europea”. Oltre a concerti e iniziative ludiche, culturali e sociali, l'evento prevede anche lo svolgimento di competizioni sportive aperte a tutti, omosessuali e no. Rainbow è iniziata ieri, giovedì 4 Dicembre, con una festa all'insegna della musica degli Anni Ottanta nella discoteca Espectrum e continua in queste ore con il concerto de Los Salvapantallas e con la festa Drag Comedy. Pelucas party è, poi, il titolo dell'appuntamento di sabato sera, che si terrà alle 23 nel Lounge Bar di Corralejo e vedrà l'esibizione della cantante Vanesa Klein. Nel programma del Festival sono incluse altre iniziative come l'esposizione organizzata dalla Casa editrice indipendente Dos Bigotes (Due baffi) , specializzata in letteratura LGTB, che presenterà le proprie pubblicazioni presso la sede del collettivo Altihay sabato alle 12. Vincitrice del premio Festival La Culta, Dos Bigotes ha già editato sei libri tra i quali due inchieste sull'omofobia in Russia (El armario de acero, ossia L'amadio d'acciaio) e in Africa (Los deseos afines, I desideri affini). 

domenica 15 agosto 2010

DUE SERATE ALL'INSEGNA DELL'EMOZIONE HANNO CHIUSO IL DUNAS FESTIVAL


È ormai alle ultime battute il quinto Dunas Festival di Playa del Ingles (Gran Canaria), meeting socio-culturale gay in lingua francese. Tra affollatissimi pomeriggi chill out che si sono tenuti in alcuni noti complessi di bungalow del luogo e la crociera con il tutto esaurito di sabato mattina, spiccano comunque le due ultime serate letterarie, dedicate rispettivamente alla lettura del racconto di Pierre Salducci (autore e organizzatore del Festival) Christian R. tué par sa mère fatta da un intenso e bravissimo Bruno Bisaro (foto in alto), artista poliedrico di cui ho parlato recentemente, e alla presentazione del libro autobiografico Un homo dans la cité, di Brahim Naït-Balk (anche di lui ho scritto recentemente).
Christian R. tué par sa mère è un racconto che fa parte dell'omonima raccolta di Pierre Salducci ed è l'esposizione in prima persona, da parte del protagonista, della sua conoscenza e frequentazione gay di Christian R., giovane apparentemente ingenuo e ancora inesperto in materia di sesso.
A mano a mano che la storia si dipana attraverso le parole stesse del protagonista, si scopre che invece non è così e che Christian R., vittima dell'educazione spietatamente repressiva della madre, scandalizzata per la scoperta della sua omosessualità, è in realtà alla ricerca spasmodica della libertà interiore e del senso di autonomia, che ricerca in un comportamento sessuale spregiudicato, vissuto tra un'avventura e un'altra, consumate in qualunque posto sia accessibile a un incontro furtivo, umiliante, pericoloso. Si saprà alla fine che Christian R. morirà di Aids, vittima appunto non solo della sua sfrenata voglia di libertà, ma anche dei divieti assurdi e disumani di una madre crudele.
La voce calda e l'interpretazione profonda, emotiva, ma composta di
Bruno Bisarro, hanno commosso il pubblico presente nella sala del Centro Insular di Playa del Ingles e strappato lunghi applausi. Gli stessi rivolti anche a Pierre Salducci (foto a sinistra), che ho apprezzato per la scrittura del testo intelligente, profonda, vibrante, perfetta esteticamente e letterariamente. Un testo incredibilmente teatrale, anche se in origine non concepito come tale.
La sera dopo, è stata la volta, appunto di Brahim Naït-Balk (foto in basso), quarantaseienne franco-marocchino che ha esposto la genesi e il significato del suo Un homo dans la cité - La descente aux enfers puis la libération d'un homosexuel de culture maghrébine (edizioni Calmann-Lévy). Ma a dire il vero più che una presentazione del suo testo, Brahim ha fatto una confessione pubblica sviscerando ogni aspetto più intimo di se stesso e della sua drammatica vita. Dai primi, terribili episodi di discriminazione in quanto di pelle scura al suo senso di isolamento e anormalità in quanto gay, vissuto in completa solitudine durante l'adolescenza (marginalità sommata ad altra marginalità a causa dell'ignoranza e della violenza dell'attuale società), fino ai suoi difficilissimi tentativi di inserirsi nel mondo dello sport calcistico, ma nello stesso tempo difendersi dalle accuse e dal disprezzo di un ambiente, quello degli emigrati maghrebini che abitano nella banlieu parigina e altrove in Francia, che condannano pubblicamente i gay come persone dal comportamento “contro natura” e, poi, in segreto, hanno tranquillamente incontri sessuali gay. Un ambiente con cui ha Brahim ha dovuto combattere e che un tempo lo ha reso vittima. Da giovane, infatti,
ha dovuto subire ripetutamente le violenze sessuali di gruppi di maghrebini, che si sono ritenuti autorizzati così a punirlo, a dargli una lezione, ma che per farlo non solo sono scesi al livello più basso di umanità, ma hanno anche ammesso indirettamente e involontariamente le proprie segrete pulsioni omosessuali, proprio quelle che condannano. Un meccanismo, quello della proiezione, che in psicanalisi è ben noto e riconosciuto alla base di molti comportamenti di tipo persecutorio nei confronti di persone appartenenti alle minoranze.
Poi, finalmente, Brahim ha preso coscienza della sua dignità e del suo diritto a vivere la propria vita alla luce del sole, si è imposto nel mondo sportivo come coach del Paris Football Gay e adesso ha un ruolo di grande responsabilità nell'organizzare attività ed eventi sportivi per persone disabili, un ruolo da “directeur départemental handisports” che lo rende orgoglioso. Inoltre, tiene un programma radiofonico di grande successo sull'omosessualità che lo ha fatto diventare un personaggio molto amato. Nell'ultimo anno, è stato uno dei personaggi più mediatizzati in Francia (con ripetute apparizioni televisive sui canali nazionali francesi, interviste su stampa e alla radio e così via), Paese che da sempre considera il proprio. Seppure di cultura maghrebina, infatti, ritiene certi valori occidentali di libertà irrinunciabili e, a costo anche di gravi pericoli per la sua persona fisica, si adopera per combattere certi pregiudizi che fanno parte della sua cultura originaria (e anche di quella cristiana, per la verità).
Che senso ha, infatti, parlare di omosessualità come comportamento contro natura, se in natura lo si osserva costantemente? Non si tratta forse di un atteggiamento che assume chi ha bisogno di spostare su qualcun altro tabù, ansie, sensi di colpa che gli sono propri e di cui è vittima a sua volta, a opera di un'educazione che ha perso di vista obiettività e senso delle cose così come stanno, sepolti sotto assurdi e disumani giudizi moralistici?
Anche per Brahim, molta emozione tra il pubblico e tante strette di mano sincere, per il suo coraggioso percorso interiore e nell'ambito della società, alla ricerca di una comune liberazione da pregiudizi e disumana crudeltà. Ma anche tanti applausi per il suo romanzo autobiografico, scritto con stile diretto e sintetico, che ci fa piombare in un ambiente sociale anacronistico e spietato.

martedì 10 agosto 2010

AL DUNAS FESTIVAL, SU PANNELLI RICICLATI VIVE L'IMMAGINARIO GAY RAPPRESENTATO DA YVON GOULET



Nato nell'aprile del 1959 in Québec, Yvon Goulet è un artista gay canadese che vive a Montréal. In questi giorni si trova a Gran Canaria dove, a Playa del Ingles, è invitato per la quinta edizione del Dunas Festival. Questa sera alle 21, presso il locale La Bulle del Yumbo Centrum, in occasione del cocktail d'inizio del Festival ci sarà il vernissage delle sue nuove opere.
La sua attività è stata ed è molto intensa. Diplomato in Arte presso l'Università del Québec a Outaouis, dal 1986 ha esposto regolarmente, da solo o in collettivo, in numerosi Paesi tra cui Canada, Francia, Corea, Bulgaria, Austria, Giappone, Belgio, Bosnia Erzegovina, Stati Uniti, Spagna ed Emirati Arabi.
Ha la particolarità di dipingere su pannelli in poliestere ondulato riciclato che nel Québec si utilizzano per le campagne elettorali o pubblicitarie. Ed è così che nelle sue opere possono apparire in trasparenza slogan di diversi partiti politici o di marche di prodotti. Una volta adottato e adattato il supporto, Yvon Goulet lavora a partire da un tema di base che poi declina servendosi di varie tecniche, dal collage al transfer di fotografie, passando per l'incisione o la sovrapposizione, in base all'umore del momento.
In effetti, il materiale impiegato diventa regolarmente parte integrante dell'opera stessa e permette di aggiungere una nuova dimensione all'immagine. È così che Yvon lascia sempre apparire dalle sue “tele” i fori che sono serviti per appendere i pannelli nelle strade. I motivi, poi, sono tracciati dipingendo a olio a tempera.
Yvon Goulet si autopresenta come uno storico visivo. Trova ispirazione nel Village di Montréal e illustra gli avvenimenti culturali e festivi della sua comunità gay. Esprime il quotidiano e mette in scena il corpo maschile. Nelle sue opere, rappresenta simboli, uniformi e fantasmi propri della cultura gay. In questo modo rende accessibili a tutti persone, situazioni e, in generale, un immaginario poco conosciuto da parte del grande pubblico.
Dopo il vernissage di questa sera, le sue opere rimangono esposte al bar La Bulle del Yumbo centrum per la durata di tutto il Dunas Festival.
(indirizzi utili www.yvon-goulet.eu; www.dunasfestival.com)

ARTE SENZA CONFINI PER BRUNO BISARO, OSPITE AL DUNAS FESTIVAL



Ed ecco un altro celebre invitato al Dunas Festival di Playa del Ingles (Gran Canaria), manifestazione socio-culturale gay che, dopo il cocktail di inaugurazione di questa sera alle 21 presso il locale La Bulle (Yumbo Centrum), prende il via ufficialmente domani e dura fino a domenica 15.
Nato il 13 giugno 1974 a Créteil (Val de Marne), Bruno Bisaro è artista multidisciplinario francese in quanto autore, poeta, attore, cantante ed editore. Ha pubblicato numerosi libri e presentato vari spettacoli di danza, canto e teatro.
Come interprete, nel 2009 Bruno Bisarro è stato selezionato per la terza edizione dei Décalages d'hiver (categoria canzoni d'avanguardia, nuovi linguaggi), e inoltre ha presentato a l'Espace Jemmapes un estratto del suo tour canoro, mentre il suo primo album è uscito nel novembre dello stesso anno.
Come attore, ha recitato in diverse produzioni e presentato estratti de La religione del nostro tempo di Pier Paolo Pasolini nell'ambito del Printemps des poètes del 2006. In un piccolo teatro di Ménilmontant, le Zanzibar Hôtel, ha recitato da solo in scena, e per la prima volta nel 204, la Remontrance au peuple de France, di Pierre de Ronsard, e nel 2005, il suo Arthur Rimbaud ne s'est pas trompé(e).
Bisarro ha anche fondato le Productions Bruno Bisaro e le Édictions Bruitage. Ha pubblicato il suo primo libro nel 2005 con le edizioni Geneviève Pastre: si tratta di una raccolta di poesie scritte tra il 1986 e il 2003 intitolata L'intrépide Bruno Bisaro. Nel 2003 ha pubblicato tre volumi di testi teatrali: Le Fruit de nos entrailles, La Norme hypocrite e Le langage de la réalité / Tant de jours qui suivront, che fanno parte della serie degli Autoportraits en auteur dramatique, che comprenderà in tutto undici titoli.
All'inizio di quest'anno, ha firmato un testo polemico, La Riposte - nous sommes tous gais et lesbiens, in cui l'autore rivela i suoi ideali adottando un discorso militante.
Dato il successo che ha riscosso lo scorso anno al Dunas Festival con la presentazione del suo spettacolo Arthur Rimbaud ne s'est pas trompé(e), Bruno Bisrro è presente anche alla nuova edizione del Festival e venerdì 13, al Centro Insular de Turismo del Yumbo Centrum, a Playa del Ingles, presenta il nuovo spettacolo Christian R. tué par sa mère, tratto dall'omonimo romanzo di Pierre Salducci, uno degli organizzatori del Festival (di lui parleremo in un prossimo post).
(indirizzi utili www.brunobisaro.com; www.dunasfestival.com)

giovedì 5 agosto 2010

ANCHE FREDERIC HUET, MARGINALE E PROVOCATORIO, AL DUNAS FESTIVAL



È Frédéric Huet il terzo scrittore invitato al prossimo Dunas Festiva di Playa del Ingles, Gran Canaria (10-15 agosto). Si tratta di un autore giovane (36 anni) ed eccentrico: vive a Nantes, dove si arrabatta per sopravvivere con i pochi soldi che racimola tra l'assegno sociale statale e i lavori di ménage che fa per arrivare a fine mese. Ma ha già scritto tre romanzi: Papa a tort, nella collezione “Le Rayon Gay” da Balland nel 1999, Ma vie ratée d'Amélie Nothomb nel 2009 da Anabet e, recentemente, Utérus dans l'éspace, sempre da Anabet. Ha inoltre altri manoscritti in attesa di lettura presso altri editori, tra cui un racconto sulla sua relazione erotico-sentimentale con Guillaume Dustan (nome d'arte di William Baranès, magistrato, scrittore, giornalista ed editore deceduto nel 2005).
Marginale e provocatore, Frédéric Huet rifiuta di lavorare e si giustifica dicendo: «Perché rovinarsi la vita quando si sa che cosa si vuole fare o si ha una passione o non si ha bisogno di un'attività regolare per sopportare la vacuità dell'esistenza? Molto sinceramente, mi va benissimo non fare niente e scrivere i miei testi. Viaggio, rifletto e mi masturbo davanti alla televisione. Nello stesso tempo è perché vivo in Francia che mi permetto di vivere così. So che all'estero gli assegni sociali sono quasi inesistenti. Ma nel peggiore dei casi, se Sarkozy mi obbligasse a lavorare, mi resterebbe il Belgio (con relativo assegno sociale)!»
Secondo quanto scrive nel suo blog, le sue passioni nella vita sono il sesso, il sole e i viaggi.
Ma vie ratée d'Amélie Nothomb gli è valso le recensioni di tanti media tra cui Canal+, LCI, France Culture, Le Figaro Littéraire, Marie Claire, Le Nouvel Observateur, Frane Inter, Le Fou du roi e così via.
(Indirizzi utili: www.mavierateedamelienothomb.blogspot.com; www.dunasfestival.com)

mercoledì 4 agosto 2010

AL DUNAS FESTIVAL ANCHE SERGE KANDRASHOV CON IL RACCONTO DELLA SUA VITA AVVENTUROSA



Proseguiamo con la rassegna degli ospiti letterari del prossimo Dunas Festival, incontro culturale (e non solo) gay che si terrà a Playa del Ingles dal 10 al 15 agosto.
Il secondo scrittore presente alla manifestazione sarà Serge Kandrashov. Nato nel 1972 in Bielorussia, ex URSS, Serge è fuggito dal suo Paese all'inizio degli anni 2000 per chiedere lo stato di rifugiato in Francia a motivo della sua omosessualità. Da allora vive a Parigi, dove ben presto si è messo a studiare il francese soprattutto per poter intraprendere l'attività di scrittore. I suoi sforzi hanno portato dei frutti solo nel 2010, anno in cui pubblica il suo primo libro, edito in proprio, dal titolo Le Bois de Boulogne, lieu où les rêves des homosexuelles deviennent réalité, primo volume di un insieme di scritti autobiografici ancora da pubblicare in cui intende raccontare il percorso che l'ha portato dalla Bielorussia a Parigi, e in modo particolare al Bois de Boulogne.
L'opera ha incontrato subito un buon successo ed è diventato un best seller. Ma Serge Kandrashov non intende certo fermarsi qui. Ha voglia semplicemente di stupire il suo pubblico ed è certo che riuscirà a farlo anche in futuro.
Serge ha deciso di lasciare la Bieloussia nel 2001, con un semplice visto turistico. È arrivato in Francia e ha deciso di rimanere in questo Paese, chiedendo anche lo stato di rifugiato politico. Dopo molti tentativi non riusciti, lo ha finalmente ottenuto e da allora non è più rientrato in Bielorussia. Anche i suoi lavori letterari, cui si è dedicato dall'epoca della scuola superiore, sono approdati al successo dopo molti sforzi. Serge infatti è convinto di aver ricevuto molte porte in faccia per il solo fatto di trattare il tema scottante dell'omosessualità. Ciononostante si propone di affrontare apertamente questo argomento e di spiegare come meglio può il fenomeno dell'omosessualità, raccontando la pura verità basata sulla propria esperienza.
Anche Serge Kandrashov incontrerà il pubblico del Dunas Festival per evocare le sue esperienze e presentare il suo percorso durante una serata-dibattito a lui dedicata. In questa occasione, firmerà le copie del suo libro e risponderà alle domande dei lettori. Parallelamente parteciperà anche ad altri happening previsti nel corso della manifestazione.
(Indirizzi utili: www.kandrashovserge.org; www.dunasfestival.com)

martedì 11 agosto 2009

AL VIA A PLAYA DEL INGLES LA TERZA EDIZIONE DEL DUNAS FESTIVAL


Si apre oggi, martedì 11 agosto, a Playa del Ingles la 3a edizione del Dunas Festival, un meeting socio-culturale che spazia tra espressioni artistiche, presentazione di libri e momenti di creatività in generale ad argomento gay, ma include anche momenti di divertimento e piacevole svago. Scopo del Festival è soprattutto favorire l'incontro tra artisti e pubblico e creare momenti di discussione e approfondimento dei temi trattati grazie a una serie di attività cui i vacanzieri presenti in questi giorni nella famosa località di Gran Canaria a vocazione gay sono calorosamente invitati.
Per questa edizione sono stati invitati cinque scrittori che si sono particolarmente distinti nell'ambito letterario-artistico negli ultimi tempi: Karim Nasseri, Bruno Bisaro, Alexis Tournier, Julien Leyre (per l'occasione in arrivo nientemeno che dall'Australia) e Jeff Keller. Tutti incontreranno il pubblico in diverse occasioni durante la settimana (il Festival chiuderà il 16 agosto) e firmeranno le copie dei rispettivi libri.
Per la prima volta, poi, il Dunas Festival prevede una rappresentazione teatrale. L'attore-cantante-ballerino Bruno Bisaro, infatti, interpreterà il proprio testo Arthur Rimbaud ne s'est pas trompé(e), tratto dal poema Octavie ou la deuxième mort du Minotaure di Geneviève Pastre e selezionato nella competizione ufficiale del Festival parigino del Teatro gay e lesbico 2008. La rappresentazione sarà seguita da un incontro-dibattito con l'autore.
Non mancheranno, come ho già accennato, momenti di svago e divertimento. Parallelamente alla programmazione culturale, infatti, il Dunas Festival (organizzato dallo scrittore e critico letterario Pierre Salducci con la collaborazione di Pablo Cruz) propone anche una serie di attività che consentiranno al pubblico di approfittare di tutto ciò che di piacevole offre Gran Canaria, come una crociera in catamarano e una visita guidata di Las Palmas, la capitale dell'isola, senza dimenticare le serate al ristorante e alcuni vernissage e cocktail. Tra queste iniziative, c'è anche una novità: la buvette del Festival, ovvero uno spazio chill out che dispone di piscina, jacuzzi, terrazza e bar, aperto in giorni e orari stabiliti presso il complesso di bungalows Nayra, nel pieno centro di Playa del Ingles ed esattamente di fronte al Centro commerciale Yumbo, cuore dei locali di incontro gay.
Per un calendario dettagliato del Festival e maggiori informazioni, è possibile consultare il sito ufficiale www.dunasfestival.com