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mercoledì 29 giugno 2011

PER IL RICEVIMENTO DEL MATRIMONIO CON CHARLENE WITTSTOCK, ALBERTO II DI MONACO HA SCELTO UN VINO ROSSO DI LANZAROTE


Il vino rosso di Lanzarote verrà servito in occasione del matrimonio del principe Alberto II di Monaco con Charlene Wittstock, che verrà celebrato il 2 luglio nel celebre Principato. Per il ricevimento degli invitati, il sovrano monegasco ha scelto infatti 24 (appena?) bottiglie di Crianza 2007 delle Bodegas Stratvs, di Lanzarote appunto. Il principe Alberto lo aveva assaggiato nel marzo scorso in occasione di una degustazione di prodotti enogastronomici spagnoli che aveva avuto luogo a Palazzo Grimaldi, con l'organizzazione della ditta denominata Vinos Ibericos.
«Il nostro vino – spiega Alberto González, enologo e direttore di Bodegas Stratvs – è stato molto apprezzato per le sue qualità dal Principe, che il mese scorso ha passato l'ordinazione alla nostra azienda».
Oltre ad Alberto II, anche lo chef Christian García e i sommelier di palazzo Grimaldi, Franck Sánchez e Jean Luois Baudinet, sono rimasti affascinati dal vino di Lanzarote, che del resto ha ottenuto tre premi durante altrettanti concorsi in Francia, Germania e Portogallo.
Le bottiglie di questo vino rosso, elaborato con uve delle varietà “listán negra” e “tinta conejera” sono giunte a Monaco da Valencia, città in cui Stratvs ha un distributore del proprio prodotto.
«Si tratta di un vino diverso grazie al suo carattere vulcanico – spiega Alberto González. – Sa, infatti, di cenere vulcanica e ha note di affumicati, tostati, liquirizia e frutti di bosco. È un vino piuttosto complesso e sorprende per la sua mineralità».
A Monaco lo hanno sposato con alcuni dessert e sono convinti che piacerà moltissimo agli illustri ospiti della coppia principesca.
(nella foto da laprovincia.es la foto che ritrae l'enologo Alberto González, direttore delle Bodegas Stratvs di Lanzarote, mentre serve una bottiglia di Vino tinto Crianza 2007 Stratvs, scelto da Alberto II di Monaco per le proprie nozze)

sabato 28 agosto 2010

A LANZAROTE, VINI DI SCIENZA E PASSIONE


I greci preferivano coltivare viti di fronte al mare perché
così ricevevano i venti carichi di aromi salini. In qualche modo, era come far convivere la terra e il mare in un bicchiere
di vino. Alberto Gonzalez, direttore della cantina Stratus di Lanzarote, una delle più avanzate tecnologicamente in Europa, ha percorso il mondo in lungo e in largo per dotarla di apparecchiature modernissime.
«Abbiamo fatto notevoli investimenti per produrre vini di alta qualità» afferma. Tuttavia tutti questi macchinari arrivati qui da Germani, Francia e Italia, e controllati da un computer centrale, non si sono certo sostituiti alla vecchia passione che ha portato l'azienda a produrre vini in grado di provocare il piacevole stordimento dei sensi.
Racchiusa in taniche di acciaio inossidabie, l'uva malvasia fermenta nel modo giusto e presto presto darà luogo a un grande vino.
«Sono molto contento della qualità di tutte le varietà» commenta Gonzalez.
Il segreto dei 59 premi, a partire dall'apertura della cantina Stratus avvenuta nel 2008, compreso quello per il miglior moscatel del mondo e miglior vino delle isole Canarie l'anno scorso, comincia con la minuziosa selezione non solo di ogni grappolo ma anche di ogni acino, fatta mediante un'operazione manuale. Ma poi è la scienza a occuparsi del resto.
Una macchina capta l'aria, la comprime e separa l'ossigeno dal nitrogeno. Se si entra nel locale dove è situata, si può notare come le narici si decongestionano come per miracolo. A questo punto, il nitrogeno, un gas inerte, viene introdotto nelle taniche prima di riempirle, in modo da garantire la purezza del prodotto.
Un altro miracolo tecnologico consiste nell'ossigenazione controllata delle taniche di acciaio, processo che sostituisce l'invecchiamento in barriche di legno.
«L'acciaio inossidable è molto pulito, però non respira, ed è per questo che lo si aggiunge al loro interno» spiega l'enologo.
A questo punto si verifica un piccolo terremoto. La tanica trema e al suo interno si agita un'oscura tempesta. Il Sistema Ganimede, con marchio italiano, si è attivato proiettando il gas carbonico e agitando fortemente le bucce accumulate nella parte superiore della tanica perché possano mescolarsi con il liquido sottostante, che così può impregnarsi del colore rubino.
«In caso conrario, potremmo fare vino bianco da una scura» spiega ancora Alberto Gonzalez.
Attorno alle viti che attorniano la cantina sono stati piantati roseti. Quando ci sono attacchi da parte di insetti o parassiti, vengono colpiti con un anticipo di una settimana rispetto alle vigne. È la tecnologia della natura.
(nella foto da laprovincia.es l'enologo Alberto Gonzalez nella cantina Stratus di Lanzarote, di cui è direttore)


sabato 31 luglio 2010

VENDEMMIA A LANZAROTE: UVA PIU' SCARSA MA DI MIGLIORE QUALITA'


Nei giorni scorsi, nella zona di Masdache, situata nell'area di influenza del Paisaje de la Geria (Lanzarote), ha preso il via la vendemmia. Dalle piantagioni di vigne di questa zona agricola, situata nel Comune di Tias, provengono i primi grappoli di uva malvasia che agricoltori e braccianti hanno già raccolto dai pergolati.
Quest'anno si prevede una raccolta piuttosto scarsa ma di buona qualità, come hanno assicurato Javier Betancort, presidente del Consejo Regulador de la Denominacion de Origen Vinos de Lanzarote, Tomas Mesa e Ignacio Valdera, enologi rispettivamente delle Bodegas El Grifo e Los Bermejos.
La raccolta di tutte le varietà raccolte dal consorzio (malvasia, listan blanco e negro, moscatel, burra blanca e diego) è stimata intorno al milione e mezzo di chili, ossia un milione in meno rispetto allo scorso anno. Questo notevole calo produttivo è dovuto alle condizioni metereologiche dell'inverso scorso, caratterizzato da temperature molto miti che hanno impedito alle vigne di rendere al meglio. Inoltre la prolungata situazione di cielo nuvoloso delle scorse settimane su Lanzarote ha ritardato un po' la maturazione.
In ogni caso, la commercializzazione dei vini del consorzio non potrà iniziare prima di novembre. L'offerta, poi, a causa del calo produttivo, sarà abbondantemente inferiore alla richiesta dei consumatori.
(foto da laprovincia.es)

giovedì 24 giugno 2010

È DI LA PALMA IL MIGLIOR MALVASIA CANARIO DELL'ANNO


È stato il Malvasia dolce Riserva Teneguia del 2006, prodotto dalle Cantine Llanovid e appartenente alla denominazione di origine dell'isola di La Palma, il vino che ha vinto la Grande Medaglia d'oro nel Concorso ufficiale di Vino Agrocanario 2010, svoltosi nell'hotel Princesa Yaiza di Playa Blanca, a Yaiza (Lanzarote). Un totale di 14 vini, provenienti da La Palma, Tenerife e Lanzarore, hanno gareggiato per poter essere dichiarati tra i migliori vini dell'Arcipelago nella categoria Malvasia dolce.
In questa stessa categoria, anche le cantine Bermejo, di Lanzarote, sono state premiate con una medaglia d'oro, mentre le cantine Reymar, sempre di Lanzarote, hanno ricevuto importanti riconoscimenti per i loro Malvasia e Moscatel.
Guillermo Diaz, direttore dell' Instituto Canario de Calidad agroalimentaria, ha sottolineato la grande qualità dei vini isolani canari e in particolare della produzione vitivinicola di Lanzarote che, assieme a La Palma, costituisce la culla della malvasia vulcanica, «varietà con nome proprio, che ha inserito di fatto le Canarie nei libri di storia».

domenica 13 settembre 2009

I VINI CANARI SONO MOLTO APPREZZATI, ANCHE IN GIAPPONE

Reportages audiovisivi periodici su cantine selezionate, interviste alle principali personalità del mondo del vino in Spagna e, in particolare, nelle Canarie (principalmente enologi, produttori di vino, critici e sommelier). E, poi, promozione di viaggi a tema enologico nonché di incontri dei più quotati esperti nei migliori ristoranti delle più suggestive località spagnole e canarie. È questo, in estrema sintesi, il contenuto di un nuovo sito, Spain Monogatari, aperto da Juan S. Betancor, un apprezzato documentarista di Gran Canaria, dedicato ai sempre più numerosi appassionati dei vini spagnoli che risiedono nel Paese del Sol Levante, e cioè il Giappone. Qui il consumo di vino made in Spain sta aumentando notevolmente anche grazie al traino della cucina iberica, sempre più apprezzata dai nipponici, con la conseguente apertura di un centinaio di bar e ristoranti in stile spagnolo. Il sito vuole essere, dunque, un punto di riferimento per tutti gli entusiasti del vino e per i giovani giapponesi che incominciano a interessarsi ai vini di queste terre. Per questo si dedica in particolare anche a mostrare i possibili legami tra i vini spagnoli e la cucina giapponese.
«Nel nostro portale non mancheremo di promuovere anche gli eccellenti vini canari, come il bianco di Lanzarote o i rossi di Tenerife e Gran Canaria. – ha dichiarato Juan S. Betancor al quotidiano Canarias 7 – I nostri vini infatti hanno molto da offrire all'esigente consumatore giapponese quanto a qualità a prezzo, e inoltre perché sono di vario taglio, freschi e corposi. Tuttavia devono competere con gli altri eccellenti vini francesi, italiani e cileni».
Attualmente sono 490 le cantine spagnole che esportano i loro vini in Giappone, tra cui 50 con denominazione di origine. E secondo i dati delle Camere di commercio e dell'Istituto di commercio estero di Spagna, l'importazione di vino spagnolo in Giappone è passata da 7.149 kilolitri del 2006 a 8.237 del 2007.

sabato 30 maggio 2009

FESTA DEL VINO MALVASIA A LA PALMA. 56 PRODUTTORI IN SIMPOSIO


Si sta svolgendo per la prima volta nelle Canarie, ed esattamente a Fuencaliente (sull'isola di La Palma), il Simposio del vino Malvasia, giunto alla terza edizione e patrocinato dalla locale Organizzazione della Vigna e del vino. L'inaugurazione è avvenuta nei giorni scorsi alla presenza di produttori ed enologi di vari Paesi specializzati in questa varietà d'uva. In particolare, sono presenti 34 produttori canari di Malvasia e 22 provenienti da Brasile, Portogallo (isola di Madera), Italia, Croazia e Spagna peninsulare (Catalogna e Baleari). Ed esperti in arrivo da Brasile, Cile, Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Slovenia. 
In totale, partecipano al concorso per la designazione del miglior Malvasia 54 produttori di vino spumante, dolce, semidolce e secco. 
Durante la cerimonia d'apertura la presidente del Consiglio comunale, Guadalupe Gonzales Tano, ha dichiarato che questo evento “rappresenta un'opportunità rilevante affinché gli esperti di Malvasia locali prendano coscienza di quanto questo vino sia importate per l'isola come elemento culturale”. 
Apprezzato dagli antichi greci, infatti, il Malvasia è giunto fino a noi grazie a pochi produttori che coltivano ancora con estrema fatica il vitigno originale e producono un vino che si può ottenere solo grazie a un grande lavoro e a una cura particolare.
Si tratta dunque di un appuntamento importante per i viticoltori di La Palma e canari in generale, oltre che di una promozione molto interessante per l'isola ospite. Alle Canarie è riconosciuto ormai un ruolo da protagoniste nella storia della coltivazione di quest'uva leggendaria. In particolare a La Palma, ci sono molte ottime coltivazioni di Malvasia sul Roque de los Muchachos, la montagna (un vulcano spento) che domina l'isola e che tra l'altro accoglie alcuni tra gli osservatori astronomici più importanti al mondo grazie all'ottima qualità del cielo notturno. Qui, a 2400 metri di altezza sul livello del mare, si coltivano molte vigne di Malvasia che producono un'uva di grande qualità. Infatti la maturazione dei grappoli avviene più lentamente, ma la carenza di ossigeno fa sì che gli aromi si mantengano perfettamente. Dunque si può facilmente ammirare la distesa di vigne cariche di grappoli con sullo sfondo la forma insolita di un avveniristico osservatorio astronomico, un singolare connubio tra antichità e modernità che emoziona. 
Le Canarie rappresentano la regione spagnola, e forse la zona europea, con la maggiore estensione di terreno dedicata alla coltivazione del malvasia aromatico. Qui in realtà esistono due tipi di quest'uva: l'aromatica, appunto, e la vulcanica, esclusiva delle Canarie e che si coltiva prevalentemente a Lanzarote. Dopo un lungo procedimento burocratico, i viticoltori canari hanno ottenuto dal Ministero dell'agricoltura l'inserimento della vite per il malvasia vulcanico nel Registro delle varietà vitivinicole di Spagna. La loro prossima mossa sarà il riconoscimento per questa varietà d'uva da parte dell'Organizzazione internazionale della vigna e del vino.
Purtroppo, però, per questo vino antico gli esperti non preconizzano un futuro molto facile. Del resto ancor oggi, a torto, il vero Malvasia è un prodotto di nicchia, per intenditori, una “stella dell'enologia” poco conosciuta dal grande pubblico. Ma i produttori canari cercano in tutti i modi di dimostrare che il suo destino non è segnato e che, anzi, questa “stella” brillerà ancora a lungo. Sembra che possibili mercati interessanti per il Malvasia possano essere l'Inghilterra e il Giappone. 
In appendice alla manifestazione, apprendiamo che la grande medaglia d'oro è stata attribuita a un Malvasia del 1983 della cantina Justino's di Madera. Tre delle quattro medaglie d'oro sono toccate ad altrettanti vini prodotti a La Palma: un Malvasia del 2005 della cantina Tamanca, una riserva del 2005 di e una del 2000, entrambi della cantina Teneguia.
La denominazione di origine dei vini di La Palma è stata accolta con molto favore ed è stata riconosciuta così l'ottima qualità dei suoi vini Malvasia, che possono ormai considerarsi tra i migliori al mondo.