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sabato 29 gennaio 2011

A UNO CHEF DI TENERIFE UN TARTUFO BIANCO DI ALBA VENDUTO ALL'ASTA A MADRID PER 2 MILA EURO


È stato Juan Carlos Clemente, chef dell'Iberostar Gran Hotel Anthelia di Tenerife, ad aggiudicarsi, per 2 mila euro, un esemplare di tartufo bianco della regione italiana di Asti (per la precisione di Alba), durante la nona edizione del meeting gastronomico Madrid Fusion. La ragguardevole cifra è stata battuta durante la tradizionale asta benefica del tartufo – il cui ricavato è destinato alla Fundacion Luis Granella, la quale si occupa della riabilitazione lavorativa delle donne disabili – che si tiene ogni anno durante il meeting madrileno, in quest'ultima edizione con il gastronomo Juan Mari Arzak come maestro di cerimonia.
Un lotto di due tartufi neri della provincia spagnola di Soria, venduto per 1.700 euro, è stato portato a casa invece da Andrea Tumbarello, chef del ristorante Don Giovanni di Madrid.
Il prezzo pagato per i tartufi neri è stato inferiore a quello dell'anno scorso: 283 euro ogni 100 g, contro i 333 euro del 2010. Una riduzione che è stata attribuita alla crisi economica internazionale.
Quanto ai tartufi bianchi, questi sono stati venduti all'asta per circa la metà del prezzo dell'anno precedente: 740 euro ogni 100 g contro i 1.470 euro del 2.010. Sono stati, dunque, i più colpiti dalla crisi economica.
(nella foto da canarias7.com il tartufo bianco venduto per 2 mila euro)

venerdì 23 luglio 2010

CINEMA GRATIS E CUCINA DI 20 PAESI ALLA FIERA GASTRONOMICA D'AGOSTO A LAS PALMAS


Con un budget di 80 mila euro e il convinto appoggio di venti ristoranti di altrettanti Paesi del mondo che partecipano alla manifestazione, sta per aprirsi la fiera gastronomica di Las Palmas, che si terrà dal 23 al 26 agosto prossimi e che concilia arte e piacere del palato. Si tratta infatti del progetto “Cine + Food”, inserito nelle iniziative studiate per appoggiare la candidatura di Las Palmas de Gran Canaria a Capitale culturale 2016. Gli abitanti della città e i turisti potranno così assistere a una rassegna di film proiettati all'aperto e gustare i piatti preparati per loro, a un prezzo simbolico che va da 3 a 6 euro. Si tratta di un'iniziativa davvero interessante, la quale tra l'altro colma un vuoto che viene a crearsi nella vita culturale locale in agosto, quando teatri e centri culturali portano insesorabilmente il cartello di “Chiusura estiva”.
Jorge Balbàs, uno dei promotori (tra i quali si trovano anche i principali mezzi di comunicazione locali) ha spiegato che solo a Las Palmas esistono ristoranti di 40 Paesi diversi, tra i quali anche il giapponese più antico d'Europa, e si è augurato che questa fiera gastronomica possa contribuire ad avvicinare gli abitanti delle diverse località di Gran Canaria e migliaia di turisti a una diversità culturale alla quale non sempre sono abituati.
Ogni giorno ci saranno tre sessioni cinematografiche, una alle 19 all'interno dell'Edificio Miller, in cui verranno sistemati spalti per accogliere 400 bambini, e le altre due alle 21 e alle 23. I film saranno proiettati su uno schermo di 36 metri quadrati che verrà installato nella parte posteriore di questo spazio culturale, inoltre verranno approntati anche circa 500 sedili riservati agli adulti.
Venti tendoni ospiteranno gli stand dei ristoranti, dove tra le 19 e le 2 si potrano scegliere piatti tipici di Finlandia, Italia, Olanda, Turchia, Marocco, Iran, Libano, Cina, Vietnam, Tailandia, Giappone, Indonesia, India, Messico, Uruguay, Venezuela, Cuba e Canarie.
(nella foto, un'immagine di Las Palmas de Gran Canaria)

giovedì 22 luglio 2010

PRESTO SULLE NOSTRE TAVOLE ANCHE L'ACETO DI BANANA PRODOTTO ALLE CANARIE


José B. Poveda Guerrero, laureato in Veterinaria, dottore in microbiologia e cattedratico della Facoltà di veterinaria della Università di Las Palmas de Gran Canaria (ULPGC), sta balzando agli onori della cronaca per aver elaborato in forma artigianale un aceto di banana, sfruttando l'eccedente del prodotto di questo frutto che si ottiene alle isole Canarie. Le sue idee, all'interno del progetto Vinartesa, sostenuto dalla Fondazione Universitaria di las Palmas, dalla ULPGC e dal Gobierno de Canarias, gli sono valse la prima menzione speciale in occasione della VI Giornata di Presentazione dei Progetti innovativi.
Poveda ha illustrato il suo progetto per elaborare appunto aceto artigianale di banana utilizzando metodi tradizionali di coltivazione in superficie, con alcune innovazioni per incrementare l'aroma e il sapore del prodotto finale.
«Il nostro aceto è un prodotto naturale ottenuto mediante fermentazione alcolica e acetica di grande qualità» ha spiegato il ricercatore.
Il processo di elaborazione prevede varie fasi: si comincia con la fermentazione dello zucchero a alcol etilico per azione dei lieviti e si prosegue con l'ossidazione dell'alcol ad acido acetico mediante i batteri acetici della specie Mycoderma aceti e cpsì via. Perché questa trasformazione possa avvenire devono coesistere però le adatte condizioni di acidità, pH, concentrazione di alcol e di altri componenti.
Per ottenere l'aceto di banana, afferma Poveda, «basta utilizzare l'eccedente del prodotto ottenuto qui, nelle Canarie, che normalmente è scartato a causa di aspetto, dimensioni o stato di maturità non consoni al consumo alimentare e che che impediscono un suo utilizzo. Un'altra ragione valida per produrre l'aceto di banana è il fatto che ogni anno, a causa della saturazione del mercato di tale frutto nella Penisola (Spagna continentale), si scarta circa il 2 per cento della produzione di banana canaria, poiché non esiste la possibilità di depistare tale quota verso canali alternativi. Ciò fa sì che resti inutilizzato una parte rilevante di un prodotto sovvenzionato dalla Comunità europea».
Dunque si prevede che proprio qui, alle Canarie, in futuro si potrà sviluppare tale attività con esportazione perso Spagna ed Europa. Da studi di mercato riguardo al consumo di aceto, il prodotto può interessare principalmente a supermercati e ipermercati nonché a persone di entrambi i sessi con età compresa tra 35 e 65 anni.
(nella foto da laprovincia.es , il professor José B. Poveda Guerrero mostra il “suo” aceto di banana)