mercoledì 8 agosto 2018

L'HOTEL PIÙ ROMANTICO DI SPAGNA? ECCOLO, È A LANZAROTE




Secondo le recensioni pubblicate quest'anno da Trip Advisor, è il grazioso ed elegante hotel Lani's Suites de Luxe, di Puerto del Carmen (Tías), la struttura alberghiera più romantica di Spagna, al secondo posto in classifica in Europa e al terzo nel mondo. E, poi, sempre al primo posto come piccola struttura alberghiera in Spagna, all'ottavo in Europa e al ventesimo nel mondo. Riconoscimenti importanti, che rendono orgoglioso Kumar Dadlani, l'impresario che lo ha creato e inaugurato nell'aprile del 2015.
È dotato di 25 camere che possono accogliere al massimo 60 ospiti (non sono ammessi i minori di 16 anni). A suo favore, la struttura dispone di un'ubicazione spettacolare, in prima linea sulla costa di San Valentín, di un ristorante di primo livello, di un centro benessere e di un personale attento, disponibilissimo e solerte nel rendere questo spazio un luogo piacevolissimo per gli ospiti, sotto la direzione di Víctor Rebollo.
A frequentarlo, oltre ai turisti provenienti dalla penisola iberica, sono soprattutto inglesi, tedeschi e francesi. Per maggiori informazioni: www.lanissuites.com



             

                      

ALLE CANARIE OPERAZIONE SPIAGGE SICURE: ALTRI 500 SOCCORRITORI IN PIU' VEGLIERANNO SUI BAGNANTI


Lo scorso 30 luglio il Governo delle Canarie ha approvato il decreto sulle misure di sicurezza e sull'attuazione del salvataggio sulle spiagge e in altre zone balneari sul litorale dell'arcipelago, nel quale si stabilisce l'obbligatorietà da parte degli municipi dotati di costa di dotarsi di un Piano di sicurezza che dovrà determinare, tra l'altro, anche il numero di soccorritori di cui deve disporre ogni spiaggia, piscina naturale o lago secondo alcuni criteri di rischio stabiliti nelle proprie norme.
Il decreto mette al centro dell'attenzione il grado di protezione che richiede ogni spazio suddetto in funzione dell'affluenza dei bagnanti e, di conseguenza, fissa come deve essere il suo organico incaricato alla sicurezza.
La decisione del governo è arrivata dopo che, lo scorso febbraio, una stima fatta sulla base dei dati forniti da 62 municipi dell'arcipelago, responsabili di 77 spiagge, stabiliva che era necessario arruolare circa 500 soccorritori in più per vigilare, appunto, sulle zone dei bagni, assistere i bagnanti e  organizzare le emergenze. Quanto all'aspetto finanziario, si era previsto che l'applicazione del decreto costerà complessivamente 2,8 milioni di euro, di cui 1,9 a carico del Governo delle Canarie, in particolare del Fondo Canarie de Financiación.
Il decreto stabilisce che i municipi avranno tempo un anno a partire dalla pubblicazione del decreto nel BOC, Boletín Oficial de Canarias, per recepirne i Piani di sicurezza e salvataggio e quattro anni per adeguare i servizi alle norme stabilite, compresa l'installazione degli elementi di informazione, identificazione e segnalazione (bandiere, cartelli, segnaletica e così via) più idonei.
In questo modo, i bagnanti sulle spiagge Canarie si potranno sentire ancora più sicuri. Un motivo in più per trascorrere vacanze su queste spiagge sereni e rilassati.

venerdì 3 agosto 2018

KING ORA STA BENE. E I SUOI TORTURATORI VANNO IN PRIGIONE



L'incubo adesso è finito ma, per il cane King, un incrocio tra pastore tedesco e podenco canario, trovato abbandonato due ani fa in un barranco di Lanzarote, con una ferita gravissima sicuramente provocata da una o più persone, sull'isola molti tra animalisti o semplici amanti dei cani, erano stati a lungo in grande apprensione perché la sua vita era in pericolo. Poi, dopo le cure, King, grazie anche alla sua giovane età (all'epoca aveva solo un anno e mezzo di vita) era finalmente guarito e aveva potuto a poco a poco ricominciare ad alimentarsi in modo normale ritrovando faticosamente la vitalità perduta. Ora King sembra aver riacquistato la fiducia nella vita, anche se non sappiamo se la ritroverà mai completamente nell'essere umano, dopo la terribile prova che ha dovuto superare. La cosa sicura è che sono stati individuati i due torturatori di King e il processo che si è svolto recentemente e li ha visti imputati di gravi maltrattamenti a un animale ha decretato che finiscano direttamente in prigione. Davvero un esempio di civiltà che, per esempio, in Italia non è stato ancora dato, mentre sarebbe opportuno che si facesse molto di più in difesa degli animali indifesi.
Ma ripercorriamo i fatti. King era stato trovato moribondo il 28 febbraio 2016 con una gravissima ferita al capo, presumibilmente inferta mediante una specie di grande punteruolo (fatto di legno, come un bastone appuntito, si è scoperto poi) nella zona del Volcán de la Corona, nel municipio di Haría. Una coppia che portava a spasso i propri cani nei pressi aveva notato come due uomini avevano colpito l'animale e aveva immediatamente avvertito la Polizia locale dell'accaduto. Gli agenti avevano trasportato il povero animale agonizzante nel rifugio dell'associazione animalista Sara, ad Arrecife, dove avrebbero potuto sottoporlo alle cure del caso. Nei giorni successivi la testimonianza della coppia e la descrizione accurata dei due uomini, molto simili tra loro fisicamente, aveva portato all'individuazione dei responsabili del barbaro ferimento. Sono i fratelli Sergio Manuel e Alberto Hernández Santos, successivamente rei confessi e lo scorso 22 marzo dichiarati ufficialmente colpevoli di  grave maltrattamento a King dalla Fiscalía di Arrecife. La pena richiesta inizialmente, di 1 anno di prigione, alla fine dai giudici è stata tramutata in 3 mesi e 1 giorno di detenzione più 1 anno e 1 giorno di sospensione della loro attività di commercio di animali. E adesso saranno finalmente rinchiusi in prigione. «La doppia condanna dei due maltrattatori rappresenta solo una piccola vittoria» dice Obelesa Hernández, esponente della giunta direttiva dell'associazione Sara che si è occupata fin dall'inizio di salvare King. «Si tratta in realtà di una condanna “agrodolce”, perché avremmo preferito che la pena fosse maggiore, ma è già importante che il caso sia arrivato all'attenzione dei giudici». Anche la veterinaria Diana Ródenas, che ha curato l'animale e lo ha salvato da morte certa quando è stato per vari giorni in coma, ritiene la pena insufficiente e si dice solo parzialmente soddisfatta. «È sempre difficile che un simile caso arrivi in giudizio, e almeno questo siamo riusciti a ottenerlo» riconosce comunque.
Decisamente insoddisfatta è invece Yéssica Betancort, figlia di Maria del Mar Rodríguez, la donna proprietaria del cane. «La condanna è davvero poca cosa per tutto il male che quei due hanno fatto a King e non mi sembra affatto giusta» afferma. «Dopo tre mesi e un giorno di prigione e un anno e un giorno di proibizione della loro attività con gli animali, chi ci dice che non potrebbero anche tornare a far loro del male?»
La triste vicenda di King, per fortuna a lieto fine, aveva avuto grande risonanza nei social qui alle Canarie. Grazie a loro capillare intervento era nato il movimento in difesa di King “Aiuda a King!” e favorevole a un'esemplare punizione dei due fratelli colpevoli della barbara azione. Migliaia di persone avevano seguito giorno dopo giorno il lento percorso di recupero del povero cane e tirato un sospiro di sollievo nell'apprendere che finalmente era uscito dal coma e stava riacquistando a poco a poco salute ed energia. E adesso non sono pochi quelli che definiscono un miracolo il fatto che possa di nuovo correre e giocare come tutti i suoi simili più fortunati, avendo superato una fase drammatica della sua vita, come testimoniano inequivocabilmente le foto qui riprodotte.


                                           



martedì 24 luglio 2018

NASCERÀ PRESTO IL PICCOLO DI MORGAN, ORCA DEL LORO PARQUE A TENERIFE


Non potrebbe procedere meglio la gravidanza di Morgan, l'orca ospite del Parco acquatico Loro Parque di Puerto de la Cruz (Santa Cruz de Tenerife). Lo assicura Geraldine Lacave, veterinaria belga specialista in mammiferi marini e consulente del Parco. Tutto ciò grazie a uno speciale ecografo con il quale, al massimo ogni due giorni, si esamina la crescita nel suo grembo del piccolo che nascerà al massimo a settembre. Sarebbe utile stabilire con la massima precisione possibile la data della nascita, ma non è così semplice farlo perché, pur conoscendo alcuni indicatori di massima, in generale si ha poca esperienza riguardo ai parti di questi animali. Per tale motivo, al Parco controllano regolarmente la temperatura corporea di Morgan, perché si sa che questa si abbassa circa 24 ore prima che il cucciolo nasca. Inoltre misurano la circonferenza di varie arti del suo corpo, perché è prevedibile che a partire da alcune settimane prima del parto questo possa crescere considerevolmente; aggiornano una scheda in cui registrano il suo modo di nuotare, la sua frequenza respiratoria, la sua relazione con gli altri animali e così via; infine, calcolano la distanza tra le pieghe mammarie, che sarà prevedibilmente maggiore negli ultimi giorni di gravidanza…





Jorge Soares, il direttore veterinario del Loro Parque sottolinea che c'è una certa emozione nel gruppo di colleghi che dirige perché, trattandosi della prima esperienza non solo per tutti loro, ma anche per la mamma orca stessa, non si sa bene che cosa accadrà nei momenti precedenti il parto. Proprio per questo, i veterinari si stanno preparando scrupolosamente, giorno dopo giorno, per essere pronti a far fronte a qualunque evenienza. In questo senso, la dottoressa Lacave spiega che è stato preparato un protocollo speciale, da attuare nel caso in cui la nascita presenti qualche problema. Sebbene, precisa la veterinaria, «sia molto probabile che tutto avvenga al meglio, che il bebè nasca, affiori in superficie, respiri e infine vada a nuotare tranquillamente accanto alla madre», potrebbe anche essere che mamma e bebè possano aver bisogno di un qualche tipo di aiuto. Ma tutto è previsto, anche l'eventualità di un qualche tipo di medicazione piuttosto che l'utilizzo di un latte speciale per il piccolo. Inoltre, all'approssimarsi del giorno della nascita, si attiverà un servizio di guardia H 24, che si aggiungerà alla vigilanza di sicurezza che abitualmente opera nella vasca dei cetacei in cui è ospite Morgan. «Gli addestratori vivono con questi animali quotidianamente, e quindi possono cogliere anche il minimo cambiamento nel modo di comportarsi di Morgan, anche meglio dei veterinari» aggiunge Lacave.
Come non bastasse, il Loro Parque sta mettendo a punto un'applicazione per tablet che consentirà di registrare, analizzare e condividere in tempo reale tutti i dati raccolti nel corso delle osservazioni con il personale veterinario e con tutti i consulenti esterni. Soares e Lacave spiegano che i cetacei neonati hanno un sistema immunitario molto debole, dato che ricevono l'immunità attraverso il colostro e il latte materno (immunità passiva) durante un breve spazio di tempo, di circa un mese, e in seguito cominciano a conquistare progressivamente una propria immunità, fino a raggiungere quella di un cetaceo adulto nel giro di un anno. Da qui, la delicatezza di questa prima fase, durante la quale anche una piccola ferita o infezione del neonato potrebbe  presentare molti rischi, come si deduce per lo meno dall'esperienza veterinaria sui delfini, sulla cui salute si conosce molto di più. A tal proposito, questa nascita rappresenterà anche un'esperienza straordinaria per i veterinari del Loro Parque nell'apprendere elementi importanti della riproduzione di un'orca e della nascita di un suo piccolo. Tanto più che si tratta di un'esperienza davvero unica, dal momento che le popolazioni di orca che solcano le acque dell'Ovest Pacifico sono sterili da alcuni anni a causa della concentrazione di inquinanti chimici che vi sono presenti.
Al Loro Parque, dove la notizia della gravidanza di Morgan alla fine dell'anno scorso ha suscitato grande entusiasmo, tut
ti aspettano con ansia la nascita del suo piccolo. «Speriamo proprio che in settembre possiamo avere con noi una nuova orca in piena salute e una madre come Morgan superfelice» si augura il dottor Soares.

RISCO CAÍDO (GRAN CANARIA) PRESTO, FORSE, NEL PATRIMONIO MONDIALE UNESCO


Gli studi archeologici hanno dimostrato con certezza, attraverso i test con il carbonio 14, che i sedimenti alle pareti della grotta C 6 del sito denominato Risco Caído, sull'isola di Gran Canaria, risalgono al XIII-XIV° secolo. La grotta si trova all'interno di un insediamento ubicato in una zona paesaggistica spettacolare, con una varietà biologica autoctona, ricca di vestigia paleontologiche e grande importanza astronomica, simbolica e cerimoniale, inserita nel contesto archeologico dell'isola. In concreto, la grotta «costituisce un marcatore di solstizio ed equinozio estremamente complesso e singole nel suo concetto e nella sua costruzione», come afferma nel suo sito internet il Cabildo de Gran Canaria.
La grotta era abbandonata quando fu riscoperta nel 1996 dall'archeologo e direttore scientifico del “Progetto Risco Caído”, Julio Cuenca, che cominciò i lavori di ricerca in un fossato utilizzato fino ad allora per conservare la paglia. «Ci rendemmo conto che non si trattava di una grotta comune, perché appariva come scavata e dotata di una cupola perfetta, di un lucernario perforato che non fungeva evidentemente da punto di areazione perché, in base alla sua orientazione non perpendicolare, ma obliqua, si è poi rivelata capace di far filtrare i raggi del sole durante il solstizio e l'equinozio, e inoltre quelli della luna piena», spiega José de León, archeologo e professore di Storia all'Università di La Palmas de Gran Canaria (ULPGC).
Non solo le grotte del sito, ma anche tutto il paesaggio attorno, con la serie di antichissimi santuari già conosciuti in precedenza, hanno rafforzato l'idea che si trattasse già dall'origine di spazi sacri, come lo sono anche le montagne tutte attorno, consacrate dagli antichi canari. E che le grotte e i santuari dell'antichità siano diventati in epoca più recente un osservatorio astronomico molto importante, e che da questi, e fino ai tempi recenti, sia sopravvissuta tutta una serie di elementi culturali che derivano dall'antica popolazione aborigena canaria.
Per questo motivo il Cabildo de Gran Canaria ha proposto ufficialmente che Risco Caído sia inserito nel Patrimonio Mondiale dell'Unesco.

lunedì 16 luglio 2018

TI PIACCIONO LE SPIAGGE NATURISTE? ECCO LE SETTE MIGLIORI DI GRAN CANARIA

Le Canarie capeggiano il ranking di spiagge dedicate al naturismo in Spagna. Nel solo Sud  e Sud-Ovest di Gran Canaria si concentra il maggior numero di zone in cui è permesso, riconosciute dalla Federación Española de Naturismo. Eccole.

Playa del Inglés e Playa de Maspalomas
Con un'estensione di 2.700 m di lunghezza e 50 m di larghezza, sono due spiagge di sabbia fine e rossastra (in basso, con le caratteristiche dune). Qui le onde sono di dimensioni e forza moderate e sono presenti dei soccorritori per i bagnanti. Magnolias Natura, l'unico resort interamente naturista dell'isola, si trova nelle vicinanze di questa spiaggia, nel Campo Internacional di Maspalomas.


Playa de las Mujeres
Nel prolungamento del Paseo de Maspalomas, s'incontra questa spiaggia (in basso). È lunga 520 m e larga 25. Ha una sabbia più scura, vulcanica, con presenza di pietre. È abbastanza protetta dalle onde, ma non dispone di soccorritori.


Playa Montaña de Arena
È una spiaggia selvaggia (in basso), più lontana dalle urbanizzazioni turistiche, di 250 m di lunghezza e 60 m di larghezza. Ha sabbia scura e assenza di soccorritori e di servizi nella costa retrostante, per cui è necessario portare con sé tutto ciò che potrebbe servire. Grazie alla sua orientazione verso Sud-Ovest, vi si possono osservare straordinari tramonti.



Playa de Veneguera
Nella località di Mogán s'incontra questa spiaggia lunga 370 metri e larga 35, con acque abbastanza tranquille, ma soprattutto limpide e adatte al nuoto (qui sotto). Il terreno è, però, pietroso e non sono presenti soccorritori.



Playa de Tasartico
Nella Aldea de San Nicolás, questa spiaggia isolata è lunga 465 m e larga 20 (foto sotto). La linea di costa poco frequentata, ma davvero suggestiva, è formata da rocce e pietrisco, e non ha presenza di soccorritori. Vi si arriva da una lunghissima e tortuosa strada che percorre il Barranco de Tarastico e passa accanto all'omonimo campeggio.



Playa de Güi-Güi
Quella nella foto in basso è probabilmente la spiaggia più selvaggia e di difficile accesso di tutta l'isola. Lunga 360 m e larga 25, ha una sabbia fine e scura, è una località paradisiaca, ma si consiglia di recarvisi quando non imperversa il calore, dal momento che il sentiero per arrivarci non è facilmente percorribile. Si raccomandano calzature robuste e buone scorte d'acqua.






IL MODELLO E ATTORE JON KORTAJARENA MOSTRA LA SUA CASA DI LANZAROTE



Alterna brillantemente le attività di modello e di attore, ed è il personaggio emergente in questo momento in Spagna, osannato dalle ragazzine (d'ogni età) e non solo… Jon Kortajarena colpisce per il suo viso emaciato e sexy al punto giusto e per il suo corpo scultoreo, oggetto del desiderio in tutta la terra iberica isole comprese, tanto da essere scelto come testimonial di una strafamosa (anche in Italia) marca di gelati. Recentemente Jon ha partecipato a Madrid a una grande festa organizzata in suo onore dal famoso brend per augurargli il benvenuto e… brindare all'estate e ai nuovi introiti finanziari che sicuramente il suo personaggio consentirà. Jon ama le donne, ma ha anche una particolare predilezione per l'isola di Lanzarote, di cui si è innamorato la prima volta che vi ha soggiornato da bambino e dove da poco possiede una casa stupenda, realizzata grazie a un celebre architetto che si ispira ai geniali lavori di César Manrique, l'artista poliedrico nativo di Lanzarote che grazie alle sue realizzazione pittoriche e architettoniche ha reso celebre l'isola canaria in tutto il mondo. Questa casa è il rifugio segreto di Jon che qui, lontano dalla vita frenetica di città come Madrid, Londra o New York, si sente perfettamente a proprio agio  e in piena libertà. A volte, poi, Jon   la trasforma in luogo accogliente e conviviale per i suoi amici ma, soprattutto, dolce alcova per i suoi romantici incontri. Nel video la mostra con orgoglio, e con sapiente malizia, ai suoi ammiratori e non solo.
Molti conoscono Jon come modello che ha lavorato per grandi Case di moda come Clavin Klein o Gianni Versace, ma in Spagna il successo presso il grande pubblico è arrivato in qualità di interprete della serie televisiva La Verdad trasmessa da Telecinco, che, ammette, gli ha permesso di scoprire in sé un nuovo talento che intende continuare a coltivare e perfezionare. E allora, in bocca al lupo, Jon!