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mercoledì 10 luglio 2013

UNA NUOVA SEGNALETICA PER AMMIRARE MEGLIO LE DUNE DI MASPALOMAS E IMPARARE A RISPETTARE QUESTA RISERVA NATURALE PROTETTA

Sopra, alcune autorità dell'Ayuntamiento di San Bartolomé
de Tirajana consultano la nuova segnaletica.
Sotto, una panoramica delle famose dune di Maspalomas
 (poste nel sud di Gran Canaria).
Negli ultimi tempi i cartelli esplicativi posti nelle immediate vicinanze delle dune e del grande stagno di Maspalomas, ormai deteriorati da sole, vento e sabbia dopo vent'anni dal loro posizionamento, davano un'impronta di trascuratezza a questo posto magico di Gran Canaria. E ora l'Ayuntamiento di San Bartolomé de Tirajana, di cui Maspalomas fa parte, ha finalmente posto rimedio a questa situazione. Nei giorni scorsi ha fatto piazzare in posti strategici 63 cartelli completamenti nuovi nei testi e nelle grafiche. La segnaletica che riguarda questi luoghi è molto importantante: non solo fornisce notizie di carattere generale e cronologico sul luogo, ma avverte soprattutto che ci si trova in presenza di una Riserva naturale protetta, che va appunto rispettata e difesa a dispetto della massiccia presenza di persone che vi transitano ogni giorno in lungo e in largo e, molto spesso, lasciano sul suolo anche rifiuti come bottiglie di plastica e lattine (ma anche preservativi!) che per l'Amministrazione locale non è sempre facile raccogliere e smaltire con prontezza, con il rischio che rimangano sepolte e ammassate nella sabbia causando un danno incalcolabile a questo ambiente. I cartelli, dunque, contengono anche inviti a rispettare la raccolta dei rifiuti dopo aver soggiornato tra le dune. Basta davvero
 un piccolo gesto di buona volontà da parte di ciascuno per dare il proprio contributo alla difesa di questa preziosa Riserva.

mercoledì 29 giugno 2011

SULLE PENDICI DEL TEIDE, VA DI NUOVO IN SCENA LO SPETTACOLO DEI TAJINASTES IN FIORE



Come ogni anno in questa stagione, sulle pendici del Teide, a Tenerife, si ripete lo spettacolo della fioritura dei tajinastes rossi (Echium wildpretii), con le loro infiorescenze rosso-purpuree di forma piramidali che possono superare i due metri di altezza. Il colore intenso dei loro fiori inonda i declivi e i dirupi in cui questa specie botanica è solita vivere, apportando il sangue della vita agli incredibili paesaggi vulcanici che la attorniano. Centinaia di questi esemplari decorano la tela del Parque Nacional e mettono in risalto l'arcobaleno cromatico formato anche dalle tante altre specie presenti, come i bianchi e rosati della retama del Teide o il giallo limone della hierba pajonera.
Ottimi punti di osservazione per ammirare questo incredibile spettacolo sono i miradores del Tabonal negro, Los Azulejos o del Llano de Ucanca se scegliamo di arrivarci in auto, e la ruta de Las siete Cañadas, se preferiamo farci una bella camminata.
Molto spesso viene voglia di immortalare una simile bellezza scattando fotografie, ma nel riproporci quelle splendide immagini non avranno mai l'efficacia che comporta invece il ricordo diretto e, soprattutto, il proposito di rivedere a ogni primavera-estate lo spettacolo che la natura mette in scena in questo Parque nacional che è patrimonio mondiale dell'umanità. Grazie alla buona protezione su cui può contare, al lavoro instancabile degli addetti al servizio di vigilanza e formazione nel rispetto per la natura e ai valori di conservazione ambientale realizzata dal suo personale, anno dopo anno possiamo tornare ad ammirare i tajinastes in fiore e, così come hanno insegnato i padri ai figli per generazioni, insegnare ai nostri figli a farlo a loro volta.
Sebbene la specie non sia minacciata dagli erbivori che abitano il Parque (come i conigli, che sono invece amanti dei germogli di altre piante), la bellezza dei tijinastes attrae però l'attenzione di predatori bipedi che mostrando ignoranza, oltre che una grave mancanza di civiltà, si fanno beffe della normativa di protezione e conservazione del Parque stesso e cercano di tanto in tanto di rubare qualche tajinaste per piantarlo nel proprio giardino, atto inutile oltre che vandalico, poiché il trasporto di questa specie è impossibile dal momento, a causa dell'estrema delicatezza, muore inevitabilmente poche ore dopo essere stato strappato al terreno.
Una magnifica attrazione come la fioritura primaverile dei tajinastes attrae numerose persone e ciascuno di noi può collaborare a perpetuare questa meraviglia. Infatti non c'è niente di meglio che dare una mano a conservare i nostri ricordi, portandoli con noi, senza bisogno di recare danno all'ambiente. La natura ringrazierà ripetendo lo spettacolo il prossimo anno, puntualmente.
(libera traduzione da laprovincia.es)

martedì 10 agosto 2010

DOPO LA TERRIBILE ESPERIENZA DI TRE ANNI FA, MAGGIORI MEZZI E RISORSE PER COMBATTERE GLI INCENDI


Sono passati già tre anni da quei terribili incendi che distrussero parte della bellissima vegetazione delle zone interne di Tenerife e Gran Canaria, ma la gente qui li ricorda ancora con terrore. Le fiamme erano imponenti, dilaganti, avide di verde e di abitazioni. Scorrevano rapide, giorno e notte, avvolgendo nel loro abbraccio fatale tutto ciò che incontravano, estendendosi su fronti amplissimi. Quasi impossibili da dominare, se non dopo sforzi immani durati giorni e giorni, hanno lasciato dietro di sé resti carbonizzati e rovine, sollevando verso l'atmosfera scie di fumo impressionanti, come si può constatare dalla foto qui sopra, scattata proprio in quei giorni dell'agosto 2007 da un satellite. Per fortuna non hanno fatto vittime, se non tra gli animali delle masserie, ma hanno lasciato tante persone senza un tetto e, soprattutto, hanno impresso nelle anime un segno indelebile.
A tre anni di distanza, i tanti cittadini che vivono nelle zone interne delle isole in questo periodo di grande caldo e di assenza assoluta di piogge sono sempre all'erta, cercano di captare anche il minimo crepitìo che possa far pensare all'inizio di un incendio. Ma per fortuna possono contare sulla vigile attenzione della autorità locali. Quelle di Gran Canaria, in particolare, sono attente al fenomeno e cercano in vari modi di contastarlo. Come, precisamente?
«Prima di tutto mediante un'informazione e una formazione, da parte del personale forestale, di tutti coloro che vivono nelle zone rurali» spiega Juan Salvador Leon, consigliere per l'ambiente del Cabildo de Gran Canaria. «Inoltre disponiamo non solo dell'indispensabile patrimonio umano, formato da 201 operatori di provata qualità e professionalità, ma anche di attrezzatura adeguata, formata tra l'altro da due elicotteri e tre videocamere di vigilanza ubicate nelle zone più alte dell'isola. Queste, essendo dotate di raggi infrarossi, possono segnalare in qualunque momento e in tempo reale un improvviso aumento della temperatura. Inoltre possiamo contare su un servizio operativo che funziona tutto l'anno, in estate sotto forma di presenza fisica, mentre il resto dell'anno in modalità di reperibilità immediata. Tuttavia da noi vige il principio che gli incendi si devono spegnare in inverno, piuttosto che in estate, dunque durante la stagione più fresca diamo corso a una serie di opere di accurata pulizia dei barrancos e attuiamo tutte quelle misure di prevenzione necessarie. Fortunatamente, soprattutto in seguito ai disastri di tre anni fa, ora possiamo notare una maggior presa di coscienza da parte dei cittadini riguardo all'ambiente in generale, non solo in materia forestale. Il cittadino grancanario ormai è cosciente che l'ambiente è affare di tutti noi, e che è suo dovere conservarlo e consegnarlo alle generazioni future in condizioni migliori di quelle in cui tutti noi lo abbiamo ricevuto. Quanto al Governo nazionale, anch'esso si è mostrato sensibile al problema e per parte nostra noi abbiamo stretto con le autorità centrali e autonome un accordo di collaborazione molto importante per poter attuare un'opera di ripopolazione forestale e principalmente lavori di correzione idrogeologica, che sono stati effettuati nelle vallate di Gran Canaria. Ma tutto questo sarebbe ben poca cosa senza il determinante aiuto dei volontari e dei gruppi di protezione civile che svolgono un compito encomiabile su tutta l'area geografica dell'isola. Ogni volta che si verifica un principio d'incendio abbiamo una riposta rapida ed effettiva da parte del Consorcio de Emergencias e dai suoi volontari, e inoltre dai Comuni dell'isola, attraverso i volontari della Proteccion Civil, dalle polizie locali, da Fuerzas de Seguridad del Estado, da Guardia Civil e, naturalmente, dal personale forestale del Cabildo de Gran Canaria. Quanto alla ripopolazione forestale, è stata fondamentale l'opera dei volontari, resa possibile anche alla collaborazione di Caja de Canarias e dell'Ente Foresta».