Visualizzazione post con etichetta AMBIENTE E TURISMO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta AMBIENTE E TURISMO. Mostra tutti i post
domenica 26 aprile 2020
STOP AI VISITATORI E IL PARQUE DEL TEIDE PUÒ ESSERE RIPULITO A DOVERE
Grandi manovre di pulizia nell'area del Teide, il vulcano che sovrasta l'isola di Tenerife. Gli addetti alla ripulitura del terreno da rifiuti d'ogni genere, lasciati a volte principalmente dagli escursionisti che salgono in vetta, approfittano della loro assenza dettata dal confinamento per la lotta al Coronavirus, per ripulire a dovere quest'area naturale, dalla bellezza per il resto incontaminata. Un'occasione unica che dà modo di procedere a un'operazione non più attuata da tempo.
L'équipe che si occupa della pulizia è composta da quattro effettivi durante i sette giorni della settimana e lavora nelle aree solitamente più visitate, e cioè punti di osservazione, installazioni ed edifici del Parque del Teide, come la teleferica che porta in alta quota, così come sentieri meno frequentati e altre zone attorno alle strade che percorrono il Parque stesso.
Normalmente è notevole, infatti, la presenza di rifiuti dovuti alla frequentazione di escursionisti o cacciatori, come plastica, carta e cartucce, o semplicemente portati fino a qui dal vento. Ed è così che, in questi giorni, le pendici del Teide appaiono già quasi interamente ripulite da ciò che l'inciviltà di qualcuno o la forza della natura deposita giorno dopo giorno, deturpandone la bellezza.
sabato 1 luglio 2017
LE DUNE DI MASPALOMAS MALATE IN CODICE GIALLO. MA PARTONO LE CURE PER PROTEGGERLE
La Riserva naturale speciale delle Dune di Maspalomas soffre un grave deterioramento che può peggiorare ulteriormente, se non si prendono in breve tempo decisioni opportune. Per questo il Cabildo de Gran Canaria, che gestisce questo spazio protetto unico al mondo, ha organizzato nei giorni scorsi una riunione con gestori di hotel, ecologisti e semplici abitanti per mettere a punto un piano “schock” con l'obiettivo di cercare almeno di alleviare gli effetti negativi dell'attività umana all'interno dell'icona di Gran Canaria più nota a livello mondiale. Il sistema delle dune perde, attraverso la punta di Maspalomas, circa 40 mila metri cubi di sabbia ogni anno. Per questo l'autorità insulare, in collaborazione con Demarcación Costas, intende attuare un esperimento pilota per dare una “seconda vita” ai sedimenti di sabbia delle dune che, grazie ai venti Alisei e alla presenza umana, finiscono progressivamente in mare, e che progetta di recuperare dalla riva dell'oceano per re-iniettarli nella zona di formazione delle dune stesse.
Tutte le parti convocate si sono dette d'accordo per questo intervento e per altre misure necessarie al fine di preservare le famose formazioni sabbiose. Gli interventi maggiori dovrebbero essere attuati a partire da fine anno, ma intanto si sta già cercando di cominciare da piccole ma importanti strategie riparative, comunque utili nel contribuire a un'opera ormai improcrastinabile per il bene di questo spazio protetto.
Si è cominciato infatti a piantare palizzate perimetrali in certe zone delle dune attualmente in retrocesso, per cercare di creare e preservare spazi sabbiosi via via più consistenti, che rappresentino la base per la formazione di nuove dune. E perché non accada come con altre palizzate piantate in passato, piano piano spostate o abbattute dall'inesorabile movimento della sabbia, i nuovi pali sono dotati di una robusta base in calcestruzzo che dovrebbe evitare dislocazioni e cadute. Nella speranza però che i turisti di passaggio rispettino questi spazi così preziosi per l'ambiente delle dune, cosa non sempre così ovvia perché, in passato, sono stati molti i casi in cui le persone non si sono curate molto di evitare di passare dalle zone critiche, già in modo analogo predisposte alla preservazione delle dune. Nello stesso tempo, il Cabildo de Gran Canaria, in collaborazione con gestori di hotel, tour operator e molti altri enti che operano nel turismo locale, ha in progetto di realizzare una campagna di informazione per sensibilizzare turisti e visitatori delle dune sull'importanza di rispettare al massimo questo straordinario spazio protetto. Nello stesso tempo ha in mente di intensificare l'opera di vigilanza e pulizia delle dune, perché questo spazio appaia il più possibile indenne da inquinamento e presenza di rifiuti di ogni tipo.
lunedì 8 ottobre 2012
AL JANDÍA PRINCESS DI FUERTEVENTURA I PICCOLI TURISTI FANNO ORTICOLTURA E CURANO GLI ANIMALI
![]() |
| Due bimbi nell'orto del Jandía Princess e, sotto, due vedute dell'hotel di Butihondo, nel sud di Fuerteventura. |
Il Jandía Princess, nella zona di Butihondo, è stato il primo hotel ad aderire alle raccomandazioni della Riserva della Biosfera in un momento in cui la preoccupazione di diversificare l'offerta turistica è il cavallo di battaglia non solo delle autorità, ma anche dell'iniziativa privata dell'isola. Dopo il restyling dell'hotel avvenuta recentemente, la catena cui appartiene ha deciso di suddividere la struttura in due parti: una destinata al solo turismo adulto, un'offerta in voga in questi ultimi tempi, e l'altra a quello familiare, con una fattoria biologica come fiore all'occhiello del complesso. E in zone attrezzate dell'hotel convivono conigli, galline e pecore di razze locali. Così, tra un tuffo e l'altro in piscina, i più piccoli possono anche raccogliere le uova delle galline, accudire gli animali e vigilare sui loro piccoli, tutte attività controllate da due addetti dell'hotel e da veterinari che visitano periodicamente gli animali. In questa area dedicata alla natura i bambini, attraverso pannelli divulgativi, imparano di ogni animale data di nascita, nome attribuito dagli addetti all'hotel, caratteristiche, habitat, tipo di alimentazione. Accanto, un orto accoglie piantagioni di pomodori, angurie, ravanelli e altri ortaggi nelle quali vengono spiegate ai bambini le proprietà di ogni prodotto mentre sono sensibilizzati all'importanza di consumare prodotti biologici. Nell'orto i piccoli abbandonano per qualche momento la piscina e, provvisti di pale e vanghe fatte su misura per loro, scavano solchi nella terra o imparano come funziona l'irrigazione goccia a goccia. Verso sera, infine, nella fattoria si piega loro come è la vita nei campi dell'isola e le difficoltà storiche incontrate per poter disporre di acqua, sconosciute nei loro paesi ricchi di fiumi e laghi.
Lo scopo è, naturalmente, sensibilizzare i ragazzi sui problemi ambientali ma, soprattutto, far sì che da adulti diventino i migliori custodi del territorio.
Il direttore del Jandía Princess, Tomas de Vera, spiega che questa esperienza è la prima in un hotel delle Canarie e, probabilmente, anche della Penisola e che ha incontrato i favori incondizionati delle famiglie ospiti. Inoltre diversi operatori turistici come Thomson si sono entusiasmati all'iniziativa e chiedono costantemente informazioni sul progetto.
Ora il Jandía Princess si prepara a ricevere i turisti europei che stanno per arrivare in cerca di mare e sole in occasione della stagione fredda, ma sta attrezzando anche spazi per accogliere due nuovi inquilini: una capra e un cucciolo di cammello, animale da secoli compagno di lavoro dei contadini di Fuerteventura.
lunedì 9 aprile 2012
SALVIAMO LE SALINE DI LANZAROTE, UNA DELLE PIÙ BELLE METE TURISTICHE LOCALI, A RISCHIO DI CHIUSURA

La proprietà della saline Janubio, situate nella località di Yaiza (Lanzarote) e attualmente in produzione, ha incassato l'appoggio del Consiglio della Riserva della Biosfera per ottenere dal Gobierno de Canarias e dallo Stato spagnolo il sostegno istituzionale al fine di evitare che questa attività artigianale chiuda definitivamente. Un conflitto di competenze tra il Ministero dell'agricoltura (cui secondo la proprietà spetterebbe il compito di preservare le saline, visto che vi si ottiene un prodotto agro-alimentare) e quello dell'industria (cui sono affidate attualmente le saline) e una mancanza di iniziative per incrementare il consumo e migliorare la competitività del sale marino prodotto hanno fatto sì che le saline di Janubio producano ogni anno tra un milione e mezzo e due milioni di chili di sale marina, ossia solamente un 20 per cento della capacità di produzione totale. E per il futuro si prospetta perfino la chiusura definitiva.
La visita alle saline di Janubio è anche un punto obbligato nell'itinerario che i turisti scelgono durante la visita alla zona Sud di Lanzarote. Lasciare che si deteriorino ulteriormente vorrebbe dire non solo chiudere per sempre questa importante attività, ma anche eliminare un importante elemento del patrimonio naturale e culturale dell'isola. Per questo motivo il Consiglio della biosfera si rivolgerà al Ministero dell'industria spagnolo perché crei appositamente l'istituzione “Zona di interesse ambientale e culturale con potenziale incidenza turistica” in cui includere appunto le saline di Janubio e La Geria situate a Lanzarote.
Nel 2010 il Parlamento de Canarias ha approvato, all'unanimità di tutti i gruppi presenti nella Camera autonomica, una proposta di legge con la quale si dava mandato al Gobierno regional di mettere in atto misure per proteggere le saline marine delle isole.
«Ma fino a questo momento non se ne è fatto nulla né tantomeno abbiamo ricevuto aiuti di qualunque natura» afferma Carlos Padrón, il proprietario delle saline di Janubio (nella foto, una veduta dello stabilimento).
Iscriviti a:
Post (Atom)




