È un enorme sperone roccioso che si erge poderoso alto su tutte le cime sovrastanti la zona interna di Gran Canaria. Ed è non solo una delle tante testimonianze residue dei terribili sconvolgimenti geologici avvenuti milioni di anni fa a causa delle eruzioni vulcaniche, da cui del resto Gran Canaria è nata, ma anche il simbolo dell'isola stessa. Con la sua forma che richiama inevitabilmente un simbolo fallico, da sempre il Roque Nublo svolge una particolare attrazione su abitanti locali e turisti che salgono fin quaassù, a oltre duemila metri di altitudine sul livello del mare, per ammirarlo, toccarlo, fotografarlo, sperando di poter approfittare della vicinanza per ricaricarsi di energie vitali e, chissà, anche di una buona dose di fortuna, non solo a livello amoroso, ma anche sotto tutti gli aspetti della vita. Con questo proposito, anche a Capodanno centinaia di persone, tra cui molti stranieri, sono salite fino alle sue pendici, sfidando la temperatura abbastanza rigida (circa 6°) in quota, per provare o riprovare la sensazione unica di trovarsi ai piedi di questo straordinario gigante di roccia e godere nel contempo dell'incredibile panorama che si gode sull'isola e sulla vicina isola di Tenerife, con il vulcano Teide dalla cima innevata. Un modo originale per augurarsi e augurare al mondo, che appare laggiù, un Felice Anno Nuovo, all'insegna della gioia, della salute e delle cose più semplici e genuine che ci vengono dalla nostra Madre Terra.
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venerdì 2 gennaio 2015
sabato 9 agosto 2014
WEEK END DI FESTA A GRAN CANARIA TRA SACRO E PROFANO
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| Qui sopra, il logo della prima edizione del FiestoRon di Arucas. Sotto, un'immagine della scorsa edizione della “Traída del Agua” che si svolge nei pressi di Telde. |

Per gli spagnoli, si sa, ogni occasione è buona per stare tutti assieme a fare festa. Non fanno eccezione i grancanari, ideatori di varie e affollatissime feste durante tutto l'anno, e questo week end, in particolare, impegnatissimi in tal senso su vari fronti.
Si comincia con la prima edizione di FiestoRon, vale a dire una “gran festa del rum”, che si celebra ad Arucas, una località al Nord di Gran Canaria, a poca distanza dalla capitale Las Palmas. Si svolge oggi, sabato 8 agosto, a partire dal pomeriggio e fino a notte inoltrata, e prevede, oltre naturalmente alla degustazione di rum e in particolare del celebre ron miel (un mix di rum e miele, dunque, evidentemente dal sapore dolce), anche una serie di iniziative gastronomiche, un'esposizione di artigianato locale, musica dal vivo e sorteggio di premi. Alla manifestazione, cui aderisce una quindicina di bar e locali della cittadina, partecipano i gruppi musicali Ni Funk Ni Fank, Los Lola, Tío Matt e inoltre DJ Jony, che si esibiranno in diretta. Spunto per la festa è la celebrazione del 130° anniversario dalla fondazione delle locali e celebri distellerie Arehucas, che producono un ottimo e apprezzato ron miel.
Sempre al Nord di Gran Canaria, un'altra cittadina (Telde, località Lomo Magullo, Nord-Est dell'isola) si prepara a celebrare, domani 9 agosto a partire da mezzogiorno, la festa più rinfrescante dell'estate, la “Traída del agua”, una sorta di doccia collettiva tra centinaia di persone intente e rovesciarsi addosso l'un l'altra l'acqua che ciascuna porta con sé in appositi recipienti. Si tratta evidentemente della voglia di esorcizzare il timore della mancanza d'acqua sull'isola, ora per fortuna inesistente grazie alle numerose “presas”, ossia dighe, che nelle zone interne trattengono l'acqua caduta nel corso dell'inverno dentro spettacolari laghi artificiali, e grazie anche agli impianti di desalinizzazione dell'acqua marina. La festa vuole ricordare i riti propiziatori alla divinità Alcorac, che gli antichi abitanti di grancanaria compivano in una località sacra, oggi conosciuta come Los Almogarenes, per implorare la pioggia dopo aver sfilato in processione portando latte e burro in offerta. Si prevede che in occasione della tradizionale festa, una delle più amate dai grancanari, verranno versate oltre 2 mila taniche di acqua provenienti dalle vicine sorgenti del Valle de Los Nueve, e che tutto si svolgerà sotto l'assistenza di un centinaio di agenti di polizia locale. Gli organizzatori, però, raccomandano ai partecipanti di adottare un abbigliamento adatto a mantenere il carattere tradizionale della festa: sono sconsigliati costumi da bagno e bikini, mentre pistole ad acqua, occhiali da immersione subacquea e altri simili accessori sono considerati del tutto inadatti.
Per finire la piccola rassegna, in cui si mescolano sacro e profano, ricordiamo la Gran Quema de fuegos artificiales, che si terrà nella località di San Lorenzo per ricordare la tradizionale pioggia di stelle cadenti tipica di questo periodo d'estate. Questa notte si bruceranno 340 chili di polvere per fuochi artificiali, che illumineranno il cielo di tutto il territorio attorno a Las Palmas de Gran Canaria.
E ricordiamo ancora un'ultima festa di questo week end, la Romeria-Ofrenda che si svolge oggi pomeriggio ad Agaete, località a Nord Est di Gran Canaria, festa patronale in onore della Santísima Vírgen de las Nieves. Che sulla soglia della chiesa della Concepción resterà in attesa delle offerte degli abitanti del luogo, in prevalenza prodotti agricoli e alimenti vari. Si tratta della festa più popolare dopo La Rama, una sorta di festa delle palme cui ogni anno partecipano più di 20mila fedeli che sfilano ciascuno con in mano, appunto, un ramo di palma, e che si è svolta nelle scorse settimane.

giovedì 2 agosto 2012
BAMBOLE E BAMBOLOTTI DI PORCELLANA CON INDOSSO VESTITI RURALI CANARI ANTICHI, PICCOLE OPERE D'ARTE
I canari tengono molto alle proprie tradizioni e fanno di tutto per tenerle vive nel corso di tutto l'anno con concerti di musica popolare, esposizioni di attrezzi degli antichi lavori e varie altre manifestazioni. Tra queste, segnalo una simpatica e gradevole iniziativa: l'esposizione, purtroppo durata pochissimi giorni, di bambole e bambolotti di porcellana che indossano costumi tradizionali canari. La mostra, conclusasi proprio giorni fa, è stata organizzata presso il Centro culturale Federico García Lorca di Ingenio, una località della zona est di Gran Canaria, e faceva parte delle tre esposizioni organizzate nell'ambito della sesta edizione delle Jornadas Etnográficas “Cultura y Compromiso” del XVII Festival Internacional de Folclore Villa de Ingenio. Si trattava appunto di una collezione di 24 tra bambole e bambolotti di porcellana con vestiti rurali del XVIII e XIX secolo che appartengono alla Federación de Agrupaciones de folclore de Gran Canaria e realizzati dall'artigiana María Hernández Cabrera. Davvero piccole opere d'arte.
martedì 6 marzo 2012
CARNEVALE 2012 A PLAYA DEL INGLÉS. È STATA UN'ALTRA VOLTA UNA GRAN FESTA (RECORD) - 2





Sabato scorso l'euforia a Playa del Inglés - Maspalomas (sud Gran Canaria) era tanta. L'appuntamento era per il pomeriggio, quando si sarebbe svolta la storica “cabalgata” ossia la sfilata dei carri e delle maschere di Carnevale. Quest'anno si sono battuti i record precedenti. I carri pieni di gente festante erano addirittura in un centinaio C'è voluta fino a mezzanotte perché finissero di sfilare per la via principale) e si stima che abbiano partecipato alla gran festa 200 mila persone tra abitanti, venuti anche dalla capitale Las Palmas per replicare le follie già vissute nei giorni precedenti, e turisti, molti dei quali giunti apposta sull'isola per le celebrazioni di rito. Ecco, in alto, una selezione necessariamente limitata di immagini, pubblicate su laprovincia.es, che danno più di tante parole l'idea di che cos'è stato ed è ogni anno il Carnevale a Gran Canaria.
domenica 29 maggio 2011
SI CELEBRA IL “DIA DE CANARIAS” CON MANIFESTAZIONI POPOLARI AFFOLLATISSIME IN TUTTE LE ISOLE

Si celebra in tutte le isole il “Dia de Canarias”, una festa molto importante per tutti i canari (coincide con esattezza con il 30 maggio, lunedì), nella quale si rievocano le antiche tradizioni, cui la gente di qui è particolarmente legata. Da Tenerife a El Hierro, passando per Gran Canaria o Lanzarote, tutte le comunità sono impegnate in tante manifestazioni che riguardano sia l'aspetto ludico sia, a
ppunto, quello culturale-tradizionale. Due esempi per tutti.
A Puerto del Rosario, capoluogo di Fuerteventura, migliaia di persone con indosso i vestiti tradizionali canari hanno invaso la Avenida Maritima per il Baile de Taifas, momento clou delle celebrazioni del Dia de Canarias, il cui scopo principale è proprio la conservazione dell'abbigliamento tradizionale, della musica popolare e della cucina tradizionale locale. Grande attenzione, infatti, è stata riservata al palato dei partecipanti. Per la degustazione dei piatti tipici canari a base di prodotti della campagna e del mare, ma soprattutto della pasticceria tipica, sono stati approntati ben 326 banchetti.
Alla manifestazione erano presenti tutte le principali associazioni culturali dell'isola. La festa si è conclusa con l'esibizione della Banda locale, che ha sfilato per il centro città seguita dalle migliaia di persone impegnate, appunto, del Baile de Taifas.
Grande successo anche per un'esibizione musicale dell'Orquesta de Timples de Canarias diretta da Benito Cabrera, che si è tenuta della Sala Teatro de los Multicines Atlántida, ad Arrecife, il capoluogo di Lanzarote. Come si sa, il timple è uno strumento musicale tipico canario, simile all'ukulele dei Polinesiani: una chitarra dalle dimensioni ridotte, che emette un suono più acuto di quella classica.
Il concerto diretto da Cabrera, lanzaroteño, ha chiuso l'atto istituzionale del Cabildo di Lanzarote in occasione, appunto, della celebrazione del Dia de Canarias.
(nelle foto: in alto, il Baile de Taifas a Puerto del Rosario, Fuerteventura; in basso l'esibizione de la Orquesta de Timples de Canarias ad Arrecife, Lanzarote)
sabato 2 aprile 2011
DALLA GRAN FESTA AL ROGO DELLA SARDINA: ECCO UN REPORTAGE DELLE FOLLIE DEL CARNEVALE DI MASPALOMAS 2011
Ed ecco un piccolo resoconto fotografico (a iniziare da basso verso l'alto) dei pazzi festeggiamenti per il Carnevale di Maspalomas 2011. Accanto a molti travestimenti un po' scontati o banali, anche qualcuno che si è dintinto per originalità e humour. Disatteso comunque il tema designato dell'anno, che era “il mare”. Solo pochissimi si sono cimentati con travestimenti in tema (conchiglie, polipi ecc.), più gettonati invece quelli trasgressivi (gay en travesti, soprattutto) nel senso però più tradizionale. E alla fine di tanta bagarre, come documentato dalle foto, il tragicomico corteo delle vedove (quasi tutti uomini, sempre en travesti) del Carnevale assieme alla grande Sardina adagiata nel carro funebre e simbolo in carta pesta del Carnevale destinato infine al grande rogo finale (foto più in alto). Tra urla e strepiti (quella che si getta a terra è una star locale, Terry Show, titolare di uno dei bar-cabaret più gettonati al Yumbo), si accingono ad accompagnarla verso il suo irrevocabile destino.
(tutte le fotografie sono di Emilio de Paoli)
TANTA ALLEGRIA PER TUTTI AL CARNEVALE DI GRAN CANARIA. TRANNE CHE PER IL CONSOLE DI PANAMA…
Quello del Carnevale di Gra
n Canaria 2011 (prima a Las Palmas, al Nord dell'isola, poi a Maspalomas, nel Sud) è stato un
bilancio molto positivo. Tanto pubblico, molto più che in occasione delle scorse edizioni, tanta fantasia nei travestimenti (qui sono moltissimi gli adulti che si divertono cambiando in modo più o meno grottesco le proprie sembianze, come potrete vedere in un post successivo, resoconto di questa spensierata sfrenatezza): tanta allegria insomma. Tranne che per Giovanni ĺtalo Afú, console di Panama per le isole Canarie, che suo malgrado si è visto coinvolto in un affaire che lo ha spinto a presentare le proprie dimissioni al governo panamense. Tutto per colpa della messa in rete su Facebook di sue foto che lo ritraevano con indosso indumenti femminili, scattate appunto in occasione del Carnevale. Un gesto innocente e senza malizia, che però non è passato inosservato nel suo Paese d'origine (dal nome, comunque, si deduce ovviamente che Giovanni ĺtalo sia discendente di un nostro compatriota) e ha sollevato un polverone di critiche e proteste. Evidentemente, e lo dico con tutto il rispetto possibile, a Panama vigono ancora abitudini un po' troppo puritane.
n Canaria 2011 (prima a Las Palmas, al Nord dell'isola, poi a Maspalomas, nel Sud) è stato un
bilancio molto positivo. Tanto pubblico, molto più che in occasione delle scorse edizioni, tanta fantasia nei travestimenti (qui sono moltissimi gli adulti che si divertono cambiando in modo più o meno grottesco le proprie sembianze, come potrete vedere in un post successivo, resoconto di questa spensierata sfrenatezza): tanta allegria insomma. Tranne che per Giovanni ĺtalo Afú, console di Panama per le isole Canarie, che suo malgrado si è visto coinvolto in un affaire che lo ha spinto a presentare le proprie dimissioni al governo panamense. Tutto per colpa della messa in rete su Facebook di sue foto che lo ritraevano con indosso indumenti femminili, scattate appunto in occasione del Carnevale. Un gesto innocente e senza malizia, che però non è passato inosservato nel suo Paese d'origine (dal nome, comunque, si deduce ovviamente che Giovanni ĺtalo sia discendente di un nostro compatriota) e ha sollevato un polverone di critiche e proteste. Evidentemente, e lo dico con tutto il rispetto possibile, a Panama vigono ancora abitudini un po' troppo puritane. Afú si dice ancora adesso meravigliato che le foto scattate durante il Carnevale a Las Palmas de Gran Canaria abbiano sortito questo effetto, e dopo aver cercato di spiegare ai suoi compatrioti che quella di molti uomini di indossare anche abiti femminili per questa particolare occasione qui è una diffusa abitudine, chiede comunque scusa al governo nazionale panamense, al presidente della Repubblica, Ricardo Martinelli, al vicepresidente e Cancelliere, Juan Carlos Varela, e al corpo diplomatico di Panama. E ha riconosciuto di essere l'unico responsabile di quanto è accaduto e che per questo ha deciso di rinunciare all'incarico.
Afú ha dichiarato di aver presentato le proprie dimissioni lunedì scorso per «stare bene con se stesso e con il popolo panamense», ma che spera ancora che questo comprenda come il Carnevale è «una festa di lunga tradizione alle Canarie e i travestimenti fanno parte della cultura dei suoi abitanti».
Durante queste feste, che nella capitale grancanaria si prolungano per quattro settimane partecipa tutta la società locale, compresi bambini e anziani, ha spiegato ancora il console, il quale ha aggiunto anche che il travestimento da donna lo hanno deciso i suoi amici canari, secondo le abitudini della tradizione locale, perché non aevava molto tempo per organizzarne un altro e comunque non immaginava che avrebbe potuto causare tutto quel polverone.
Ha cercato di spiegare anche che travertirsi nel sesso opposto è «il più comune e oltretutto un'antica tradizione in questa regione durante il Carnevale», per cui ha chiesto che non si condanni una simile manifestazione popolare e di «guardare oltre, e soprattutto informarsi» quando si tratta di muovere qualunque critica.
In patria, la sua famiglia lo appoggia pienamente, ma è comunque triste e sorpresa per le reazioni che si sono avute.
Afú, in precedenza rappresentante di commercio di rilievo per il suo Paese a Madrid, era da quasi un anno come console a Las Palma de Gran Canaria e ora si sente pienamente integrato qui, dove del resto ha ricevuto innumerevoli attestati di solidarietà e appoggio. Soprattutto tra gli imprenditori, che non capiscono perché abbia lasciato il proprio incarico, come del resto i suoi colleghi del corpo consolare.
(nelle foto, Giovanni ĺtalo Afú, console di Panama per le isole Canarie dimissionario, in abiti femminili con un'amica durante il Carnevale di Las Palmas de Gran Canaria e nel suo ex studio, presso il Consolato di Panama)
venerdì 14 gennaio 2011
MANDORLI IN FIORE IN ANTICIPO. PRESTO LE FESTE PER CELEBRARE QUESTO GLORIOSO ALBERO, UN PO' DIMENTICATO


L'incredibile spettacolo sorprende chi viene dalla città per fare due passi in campagna, ma non certo gli abitanti delle zone collinari e montagnose di Gran Canaria, che già da tempo, dopo le intense piogge dell'autunno e dell'inizio inverno, prevedevano che i mandorli sarebbero stati in fiore molto prima delle date previste per celebrare la loro festa, nei villaggi di Tejeda e Valsequillo. Ma indipendentemente dalla data in cui avviene la fioritura dei mandorli, questa rappresenta un sempre un avvenimento che impregna di bellezza le campagne grancanarie, soprattutto nella zona del Sud est, dove le piogge sono state molto abbondanti, appunto, e dove il potente sole degli ultimi giorni ha fatto nascere un manto di colore bianco-rosaceo, spettacolo ineguagliabile per gli occhi.
Sono molti i percorsi che il visitatore può percorrere per contemplarlo. Uno dei più consigliabili è quello che, partendo la La Breña e Cazadores, conduce fino a Los Llanos de la Pez, per poi scendere a Ayacata e Timagada, dove la fioritura è più intensa, arrivare a Tejeda e infine scendere ancora fino al Parador per poi attraversare Camaretas e San Mateo, Tenteniguada, Las Vegas e il Barranco de los Cernícalos, fino ad arrivare a Telde.
Il tragitto è un vero regalo per gli occhi ed è la prova chiara dell'importanza economica, paesaggistica e culturale che ha avuto, e ha tuttora, il mandorlo per i grancanari in particolare e per tutti gli isolani canari in generale. Dall'epoca del suo passato splendore, attorno agli Anni '60 e '70, quando la produzione raggiungeva i 400 mila chili annui, bisogna dire però che la coltivazione ha sofferto un progressivo abbandono, dato che il mandorlo è stato sostituito in gran parte da altri alberi da frutto più redditizi e la popolazione rurale si è spostata a vivere sulla costa, attratta dalla più remunerativa attività turistica.
Tutto ciò, assieme alla mancanza di un piano di recupero da parte degli organismi pubblici, ha fatto sì che i mandorli abbiamo smesso d'essere una fonte importante di reddito per gli agricoltori grancanari passando a rivestire fondalmentalmente una funzione paesaggistica. L'eredità di questo passato splendore si mantiene solo nella tradizione pasticcera e all'interno delle Feste del Mandorlo in fiore locali, che quest'anno si celebrano rispettivamente la prima settimana di febbraio a Tejeda e la settimana successiva a Valsequillo.
giovedì 5 agosto 2010
AD AGAETE, LA “RAMA”, UNA DELLE FESTE PIU' AMATE DAI GRANCANARI


Ogni anno “la Rama” di Agaete (Gran Canaria) attrae irresistibilmente migliaia di canari e turisti stranieri, convinti che sia “la miglior festa delle Canarie”. E così anche ieri oltre 30 mila persone hanno ballato al ritmo della banda musicale e hanno chiesto acqua alla Virgen de las Nieves offrendole rami di allora ed eucalipto bagnati nelle acque del mare e branditi festosamente per le strade per renderle omaggio.
La Rama è una festa proprio per tutti, giovani (numerosissimi ed entusiasti) e adulti. Alle dieci del mattino, mentre l'afa di questi giorni eccezionalmente caldi già si faceva sentire, la folla ha imboccato le strade che conducono al santuario del Puerto de las Nieves. Qui, dopo aver bagnato in mare i rami di alloro ed eucalipto, li hanno offerti alla Virgen, poi sono sfilati per le strade della città. Il tutto si è evolto durante otto ore di intensi festeggiamenti, irrinunciabili in uno degli appuntamenti chiave dell'estate grancanaria.
Balli e canti dei partecipanti sono stati accompagnati dai mitici papagüevos, personaggi emblematici della storia della città, ogni anno tradizionalmente presenti alla festa.
Ma le vere protagoniste sono state proprio le migliaia di rami alzati verso il cielo, durante tutto il percorso attraverso le strade superaffollate di Agaete, per rendere omaggio alla Virgen de las Nieves.
(nelle foto da canarias7. es e laprovincia.es, due momenti della "Rama” di Agaete)
domenica 18 luglio 2010
COSì BETANCURIA (ISOLA DI FUERTEVENTURA) CELEBRA LA PROPRIA STORIA

Anche se ormai il loro è l'unico municipio dell'arcipelago a commemorare questo avvenimento, gli abitanti della città storica di Betancuaria (isola di Fuerteventura) tengono viva la tradizione della festa annuale (giunta alla 6o6 a edizione) che celebra la sua incorporazione da parte della Corona di Castiglia.
E, sempre per tradizione, nello stesso tempo commemorano anche la fondazione della città in occasione delle festività in onore di San Buenaventura. Così è avvenuto anche nei giorni scorsi.
I militari del Regimiento de Infanteria Soria numero 9, con sede nella caserma della capitale dell'isola, Puerto del Rosario, sono sfilati solennemente per le strade della città portando con sé bandiere e “Pendon de la Conquista”.
Per l'occasione, le strade sono state invase non solo dai residenti, ma anche da tanti turisti che volevano immortalare sia la spettacolare parata militare sia la processione religiosa in onore del santo, alle quali hanno partecipato tutte le maggiori autorità locali.
Molti però discutono sull'opportunità o meno di mantenere questa tradizione. Ma, accanto a chi la considera ormai superata, c'è chi la difende strenuamente e la considera un'occasione per mentenere vivo il ricordo delle radici storiche di Betancuria e far giungere sull'isola sia tanti abitanti di Betancuria lontani dalla città per motivi di lavoro sia tanti turisti presenti sull'isola spagnola per le vacanze estive.
venerdì 2 aprile 2010
A GRAN CANARIA, IN MIGLIAIA SULLE VETTE PER LE GRIGLIATE DELLA SETTIMANA SANTA

Amanti delle feste e del buon vivere. Una definizione che agli abitanti delle Canarie (e in particolare di Gran Canaria, di cui parliamo) calza a pennello. Ed è così che i giorni di festa della Settimana Santa si trasformano in un'occasione unica per riunirsi, mangiare i buoni prodotti locali e brindare con del rum o della Malvasia. Soprattutto per i giovani grancanari, per i quali la parola d'ordine è: “appuntamento nelle pinete delle vette più alte”.
In questi giorni, i luoghi magici racchiusi tra le montagne e i cañon di Gran Canaria si riempiono di gruppi (parlo di migliaia di persone) che giungono fin qui in caravan, montano tende o prendono d'assalto gli agriturismo, e vivono all'aria aperta, organizzando ricchissimi barbecue. Ed è così che per le vallate si spande un invitante profumo di chuletas allo spiedo che proviene da grigliate organizzate davanti ai parcheggi di caravan o alle tende.
L'afflusso è cominciato già mercoledì e giovedì, di buon mattino, grazie anche al sole che splendeva in un cielo azzurrissimo.
«Però il maggior numero di persone è previsto per oggi, venerdì» dice Diego Sarmiento Lopez, che da vent'anni gestisce un chiosco di alimentari all'incrocio sulla strada che conduce a Los Pechos.
Dalla mattina presto Diego non ha smesso di vendere ogni tipo di prodotti canari: marzapane, dolci alle mandorle, castagne, pane all'uovo, chorizo di Teror, formaggi di capra e pecora, rum…
«È assolutamente necessario mantenere in vita questi baracchini, così pittoreschi e tipici delle Canarie» dice Roque Gutierrez Rodriguez, mentre addenta un pezzo di profumatissimo formaggio.
Intanto i fratelli Antonio e Juan Peña si riparano dal sole cocente sotto il tendone del chiosco, prima di affrontare la salita di Los Manantiales, nella zona tra San Mateo e Tejeda.
Tutti insieme, in un'improvvisata discussione riconoscono che mancano zone in cui i giovani possano accamparsi. Infatti, a poche centinaia metri da qui, nel Corral de os Juncos e nei Llanos de la Pez, è riunita buona parte del 4 mila campisti che affollano le poche zone abilitate dalle autorità per questo scopo.
«Il frescolino della sera è vita, muchacho» commenta Javier Peña, un caravanista che sta guadagnando l'entrata di Los Juncos insieme ad altri appassionati della campagna.
«È la cosa migliore per riposare e dimenticare Rajoy, Zapatero e la crisi» aggiunge il suo amico Carmelo.
Sono qui con le rispettive famiglie, ciascuno con una legione di nipoti che giocano alle carte o montano in bicicletta. Accanto alla caravan è pronto il necessario per preparare il sancocho, il brodo di cilantro, la pella de gofio. Non mancherà, alla fine, l'irrinunciabile bicchierino di rum.
(foto da laprovincia.es)
mercoledì 2 dicembre 2009
UNO SPORT CANARIO AUTOCTONO, "INVENTATO" DAGLI ANTICHI GUANCHES

Le sue origini risalgono al tempo degli aborigeni canari, detti "guanches", che vivevano alle Canarie prima della conquista spagnola del XVI secolo ed erano essenzialmente pastori. Per accompagnare i loro greggi attraverso gli aspri dislivelli che le montagne di queste isole presentano, i pastori si servivano di aste lunghe 4-5 metri, e dotate di punte di ferro, per "saltare" dai terreni più alti a quelli più bassi. Era un modo per semplificarsi la vita che è stato tramandato da una generazione all'altra e che da qualche tempo è diventato anche uno spettacolare sport da montagna, che unisce tradizione
ad agilità atletica.
Dal 4 all'8 dicembre, ad Ayaguaures, una suggestiva località incastonata in un "barranco" della zona Sud di Gran Canaria, si terrà il XVIII Incontro nazionale del Salto del Pastor canario, al quale parteciperanno saltatori provenienti da tutte le isole Canarie. Questo incontro, considerato il principale forum di riunione per tutti gli appassionati di questo sport autoctono, si tiene dal 1991, ogni anno in un'isola diversa. Quest'anno, però, Gran Canaria ne è la sede per la seconda volta.
L'incontro, hanno sottolineato le autorità locali, rappresenta un'ottima occasione sia per l'isola sia per Ayagaures in particolare (i cui abitanti si sono mostrati molto collaborativi nell'organizzarlo), per farsi conoscere non solo a livello nazionale. Inoltre, rappresenta anche un'occasione molto efficace per la diffusione delle tradizioni locali soprattutto tra i turisti.
Per maggiori informazioni sulla manifestazione e su questo sport, è possibile il sito della Federazione del salto del Pastor canario, www.saltodelpastorcanario.org, oppure vedere i seguenti video su You Tube: www.youtube.com/watch?v=mOUwIOZ39i4,
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